ElectroNeuroFeedback: la storia di una “panacea” per i viaggi spaziali

L’apparecchiatura attraverso la quale è, oggi, possibile applicare l’ElectroNeuroFeedback a scopo curativo fu progettata e realizzata, nell’ambito dei programmi spaziali dell’U.R.S.S., a partire dagli anni 70 del secolo scorso.
È ben noto a tutti che gli astronauti, sebbene siano selezionati con la massima accuratezza, inevitabilmente, a causa delle condizioni molto disagevoli che sussistono nelle navicelle e nelle stazioni spaziali, possono incorrere in condizioni di salute disfunzionali durante e dopo la missione; perciò, un gruppo di scienziati sovietici si pose l’obiettivo di creare un dispositivo elettromedicale che fosse di minima grandezza (quindi portatile), a basso consumo energetico e di facile uso; esso doveva essere in grado di far sì che i cosmonauti russi mantenessero la migliore forma possibile durante i voli spaziali; nacque così uno strumento che permetteva di praticare una metodologia naturale, olistica, innocua ed efficacemente salutogenetica, preventiva e curativa. L’utilizzo del dispositivo da parte dei cosmonauti evitava, pertanto, l’uso di farmaci allopatici di sintesi apportatore, sempre, di effetti collaterali negativi.
L’ElectroNeuroFeedback una volta realizzato, fu sottoposto a segreto militare per alcuni anni; dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica, avvenuto nel Dicembre del 1991, si diffusero, in modo sempre più prorompente, le informazioni sulla sua esistenza e sulla sua notevole efficacia. Lo strumento, una volta affrancato dal segreto militare, attraverso corsi per medici e fisioterapisti e una estesa rete di commercializzazione in buona parte del mondo, è diventato una preziosa fonte di salute a disposizione di tutti.
L’ElectroNeuroFeedback basandosi sui principi della Medicina Tradizionale Orientale e su un sofisticato sistema di elettroterapia, si avvale, perciò, di una combinazione vincente tra la tecnologia attuale e le millenarie abilità curative dell’est asiatico.
L’ElectroNeuroFeedback contribuisce in modo determinante a fa sì che la seduta di NeuroRiflessoTerapia Personalizzata sia ogni volta un vestito su misura per il paziente.

L’ElectroNeuroFeedback, la pelle e la NeuroRiflessoTerapia

Per comprendere il funzionamento dell’ElectroNeuroFeedback occorre illustrare alcune importanti premesse. Innanzitutto, bisogna evidenziare una funzione di inestimabile valore della pelle: la sofferenza somato-psichica della persona è, infatti, rappresentata sulla superficie corporea. Queste proiezioni producono, tra l’altro, dei significativi mutamenti della conduttività elettrica della pelle; se gli stimoli stressanti sussistono nel tempo, si producono aree e punti di infiammazione cronica; essi, molte volte, non sono percepibili dalla persona, ma risultano estremamente dolenti se sollecitati da manovre manuali come il pizzicamento, la digitopressione e la succussione; nell’ambito della NeuroRiflessoTerapia Personalizzata queste aree sono denominate  Punti Dolorosi.
I Punti Dolorosi sono, dunque, da concepire come preziosi indicatori che segnalano gli squilibri (a loro volta patogeni) riguardanti settori del nostro organismo. Essi, perciò, non sono nemici da sopprimere, ma segnali da individuare e trattare. I Punti Dolorosi possono essere paragonati, metaforicamente, ai terminal di autostrade (neurologiche e bioenergetiche) a due direzioni; esse, avvalendosi di vari svincoli, conducono anche a percorsi secondari e/o a intersezioni con importanti crocevia.
Un senso di marcia va dai settori interiori sofferenti alla cute e ai corrispondenti tessuti sottocutanei. Queste zone si infiammano, si indolenziscono e aumentano la loro consistenza rispetto alle superfici circostanti; si attua così la possibilità di riflettere (da cui il nome Riflessologia) su una o più aree della pelle una sorta di fotografia segnaletica (il Punto Doloroso) che svolge il compito di mettere in luce il malessere interno.
Fortunatamente, il Punto Doloroso è anche la porta d’ingresso per la soluzione del problema; l’altra corsia, che va in direzione opposta (dalla superficie cutanea ai settori interni in sofferenza), può, infatti, veicolare stimoli capaci di rendere operante una potente reazione auto curativa; essa consiste in buona sostanza in un rilascio di molecole biologicamente attive e in un riassestamento bioenergetico da parte del paziente stesso; in quanto autoprodotta si tratta, dunque, di una terapia innanzitutto innocua ma anche fortemente specifica.
La NeuroRiflessoTerapia personalizzata, detta anche Medicina dei Punti Dolorosi, presenta una peculiarità che la rende straordinariamente originale ed efficace rispetto alle altre cure riflessologiche e mediche. Essa, infatti, parte da un presupposto comprovato: qualsiasi persona, sulla base di domande ben poste da parte del terapeuta, è in grado di indicare intuitivamente, con il dito indice, le principali zone in cui avverte la localizzazione delle sensazioni disturbanti.
La NeuroRiflessoTerapia personalizzata ha, dunque, come caratteristica distintiva una prassi per cui il paziente viene invitato dal medico a indicare, guidato dall’istinto, la zona cutanea dove inconsciamente percepisce la localizzazione della sua sofferenza; citiamo alcune situazioni esplicative: una sensazione fastidiosa (per esempio, un senso di pesantezza nella zona gastrica), uno stato d’animo penoso (per esempio, la paura di ammalarsi), una disfunzione della normale fisiologia (per esempio, la tachicardia), una condizione esistenziale penalizzante (per esempio, l’insonnia), un dolore chiaramente percepito (per esempio, un mal di testa costrittivo e persistente) etc.
In queste zone, indicate dal paziente, il medico, attraverso manovre manuali, definisce, poi, i Punti Dolorosi da trattare con stimoli riflessogeni meccanici e/o fisici e/o biochimici; per innescare e potenziare al massimo il processo terapeutico c’è bisogno, infatti, di stimolare i Punti Dolorosi cutanei attraverso input riflessogeni di vario tipo:  l’ElectroNeuroFeedback, il soft laser, i massaggi, l’omeomesoterapia, l’agopuntura riflessogena, la coppettazione etc.
La NeuroRiflessoTerapia, dunque, non basandosi su mappe precostituite, ma su l’indicazione diretta della persona, si distingue, sia per una semplificazione considerevole, sia per una personalizzazione notevolissima: questo requisito è la prima carta vincente del suo successo!

L’ElectroNeuroFeedback: una elettroterapia che dialoga con il paziente

Esaminiamo ora il funzionamento dell’ElectroNeuroFeedback che è alla base delle qualità che lo rendono singolare e formidabile al tempo stesso.
Occorre evidenziare, per prima cosa, che lo strumento, applicato sulla cute dei Punti Dolorosi, genera e trasmette degli impulsi elettrici simili a quelli fisiologici.
Esso, innanzitutto, si differenzia appieno dagli altri apparecchi elettromedicali che emettono un’onda fissa durante tutta la seduta terapeutica; è proprio la capacità dell’ElectroNeuroFeedback di cambiare il segnale continuamente a creare ottimi effetti ai fini del mantenimento e del ripristino della salute.
La variazione e la diversificazione continua dell’input elettrico producono, infatti, tre azioni vantaggiose generalizzate e localizzate: lo sblocco dell’assuefazione dell’organismo allo stato patologico, il ripristino di una corretta comunicazione tra i vari distretti del corpo e l’individualizzazione assoluta della terapia.
Una volta applicato sulla pelle, corrispondente ai Punti Dolorosi del paziente, lo strumento eroga una corrente elettrica fisiologica e, in contemporanea, legge in tempo reale il livello di impedenza della cute (l’impedenza è un concetto relativo all’opposizione di un circuito al passaggio di una corrente elettrica variabile); elabora, poi, il dato percepito e sulla base di ciò emette un segnale modificato e che modifica a sua volta l’impedenza e così via. Ne risulta, pertanto, un dialogo continuo tra il dispositivo e il paziente per cui ogni segnale è diverso, per forma e potenza, da quello precedente ed è sempre quello più idoneo per quella specifica persona.
Il medico ha, inoltre, la possibilità, di ottimizzare ulteriormente la terapia regolando la durata del flusso di corrente, modulando la potenza al punto tale che avvenga (da parte del paziente) una percezione netta ma mai fastidiosa e scegliendo “protocolli” consoni allo stato patologico da trattare (Antalgico, Antinfiammatorio acuto, Antinfiammatorio cronico, Drenante, Rigenerante, Decontratturante muscolare, Defaticante muscolare, Potenziamento muscolare, Stimolazione neuromuscolare, Rigidità tendinee, Aderenze post-operatorie).

Il contributo dell’ElectroNeuroFeedback alla NeuroRiflessoTerapia

La NeuroRiflessoTerapia cura, presto e bene, moltissime malattie perché, oltre a essere oltremodo personalizzata, è un sistema di cura globale.
Essa, difatti, non solo percorre l’intero circuito psiconeuro-somatico/somato-neuropsichico, ma interviene sia sugli aspetti materiali (biologici-molecolari) che su quelli quantistici (biofisici-“immateriali”) dell’essere umano; due livelli che sono strettamente collegati e compenetrati l’uno con l’altro e indispensabili l’uno per l’altro ai fini del mantenimento di una vita salutare.
Ciascuna delle diverse tecniche riflessogene di cui si avvale la NeuroRiflessoTerapia agisce, senz’altro, sia a livello materiale che immateriale, ma ciò vale, a maggior ragione, per uno strumento evoluto come l’ElectroNeuroFeedback.

Le attuali acquisizione scientifiche (pur essendo avanzate in modo notevole anche nell’ambito della Fisica e della Medicina Quantistica) ci permettono di parlare in modo più certo e circostanziato, solo, dei meccanismi d’azione terapeutica di tipo biologico della NeuroRiflessoTerapia personalizzata; da questo punto di vista, si può affermare che tale configurazione curativa ha la capacità di sollecitare la “giusta e dovuta” produzione di molecole biologicamente attive messaggere e regolatrici che permettono il salutare funzionamento dei nostri aspetti Psicologici, Neurologici, Endocrinologici e Immunitari (P.N.E.I.); si tratta dei NEUROPEPTIDI e dei NEUROTRASMETTITORI (messaggeri e regolatori soprattutto per il sistema PsicoNeurologico, degli ORMONI per il sistema Endocrino, delle CITOCHINE per il sistema immunitario, dei FATTORI DI CRESCITA che stimolano i tessuti e dei FATTORI DI MODULAZIONE DELLA INFIAMMAZIONE.

L’ElectroNeuroFeedback, pur partecipando alla produzione di tutte le categorie delle molecole messaggere e regolatrici, ha un ruolo di spicco per ciò che riguarda i neuropeptidi.
I neuropeptidi sono molecole di natura proteica prodotte da fibre nervose di piccolo diametro; una volta messe in circolo trasmettono le informazioni indispensabili per un numero immenso di funzioni psiconeurologiche.
Tali fibre hanno una soglia di eccitazione alta, ma l’ElectroNeuroFeedback riuscendo, invece, a stimolarle facilmente e in gran misura permette un rifornimento continuo, terapeutico e salutare di neuropeptidi.

N.B. Per usufruire di una spiegazione completa sulla NeuroRiflessoTerapia personalizzata si può consultare il sito www.neuroriflessoterapiaroma.it; per ricevere, inoltre, informazioni direttamente dal Dott. Michele Iannelli e parlare del proprio caso personale si può telefonare al 3386151031; lasciando un messaggio in segreteria telefonica si verrà ricontattati.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

ELECTRONEUROFEEDBACK: IDEATO PER I COSMONAUTI, UTILISSIMO NELLA NEURORIFLESSOTERAPIA PERSONALIZZATA ultima modifica: 2021-01-20T09:49:07+01:00 da Dott Michele Iannelli
Shares
Share This