I DISTURBI DEL SONNO

“Il segreto per rimanere giovani e belle? Dormire tanto.”


Sofia Loren

Definizione del sonno

Il sonno è un complesso evento fisiologico che avviene grazie all’intensa attività e all’interazione di molte componenti del sistema nervoso centrale e autonomo. Esso consiste in interruzioni dello stato di coscienza e riduzioni della reattività agli stimoli ambientali; tali sospensioni hanno la caratterista di essere periodiche, autolimitate nel tempo e rapidamente reversibili.

Il sonno è un bisogno categorico dell’essere umano in quanto è una condizione ineludibile per rimanere in vita; il suo valore e la sua durata hanno, dunque, riflessi fondamentali sullo stato di salute e sulla qualità della vita dell’individuo.

Il sonno normalmente si articola in fasi e cicli che ne rappresentano l’architettura fisiologica. Due sono le modalità fondamentali che si osservano durante sonno: quella R.E.M., caratterizzata dai movimenti rapidi degli occhi in diverse direzioni (R.E.M. è infatti, l’acronimo di Rapid Eye Movement) e la N.R.E.M. in cui non si osservano tali movimenti (N.R.E.M. è infatti, l’acronimo di Non Rapid Eye Movement).

Perché il sonno è indispensabile?

L’intensa e sempre più raffinata ricerca scientifica sul sonno ha prodotto convincenti risposte a questa domanda. Il sonno, effettivamente, svolge delle funzioni essenziali per la sopravvivenza e la salutogenesi dell’uomo; esse possono essere sintetizzate nelle parole ristorazione e ristrutturazione.

Funzione di drenaggio e disintossicazione del sonno

Il cervello, non essendo dotato di un sistema linfatico, ha bisogno di un sistema di drenaggio alternativo. Durante il sonno ha luogo l’incremento della portata di una rete di canali che permette al liquido cerebrospinale di scorrervi in misura maggiore e di eliminare scorie e tossine accumulate durante la veglia.

E opportuno sottolineare il ruolo del sonno nella prevenzione del Morbo di Alzheimer: grazie all’azione di drenaggio e disintossicazione, avviene infatti, anche la rimozione della proteina betamiloide; essa è una neurotossina che è prodotta durante il giorno e che se è presente in elevate quantità è fortemente implicata nella eziopatogenesi del Morbo di Alzheimer.

Il sonno artefice dei processi di apprendimento, memorizzazione e catalogazione delle informazioni.

È esperienza comune, per chi è stato costretto a scuola a imparare le poesie a memoria, che la sera, prima di andare a dormire, si aveva, nonostante si fosse studiato, la sensazione di non aver ben fissato nella mente tutti i versi; la mattina dopo, però, al risveglio, si constatava con piacere che la poesia era stata memorizzata alla perfezione. Durante il sonno avvengono, infatti, importantissimi eventi che riguardano l’apprendimento e la memorizzazione. Si evidenzia chiaramente un rafforzamento della memoria di ciò di significativo che è stato appreso, la cancellazione di informazioni irrilevanti accumulatesi durante la veglia e la preparazione del cervello all’arrivo di nuove informazioni. Si ipotizza, inoltre, un processo di integrazione tra le informazioni attuali e quelle recuperate dalla memoria a lungo termine: esso servirebbe a conferire un significato alle nuove informazioni e ne condizionerebbe l’elaborazione e la catalogazione.

Risparmio energetico durante il sonno

Durante il sonno avviene una riduzione della temperatura del corpo e dell’attività metabolica di circa il 10%. Questo dato, osservabile soprattutto durante le prime fasi del sonno, potrebbe avere il obiettivo di creare le condizioni di base adatte all’attivazione e all’effettuazione dei procedimenti finalizzati a ristorare e a ristrutturare.

Il sogno, protagonista fenomenale del sonno

Il sogno è un fenomeno neuropsicologico che si palesa durante il sonno; le fasi oniriche, nell’essere umano, durano in media, ogni notte, circa 112 minuti.

I miei studi e la mia attività di psicoterapeuta mi hanno portato a considerare il sogno un fenomeno anche nel senso metaforico del termine. Nel sogno ho, infatti, ravvisato delle capacità di sintesi, di efficacia comunicativa, di scelta dei personaggi, di trama, di produzione di metafore, di utilizzazione fulminea di stimoli esterni e di sollecitazioni emozionali talmente fenomenali che nessun regista e/o sceneggiatore sarebbe in grado di mettere in campo nella realtà.

Le ipotesi e le teorie sulle funzioni del sogno sono numerosissime e moltissime di loro ci rivelano un tassello del suo universo.

Di certo il sogno offre un contributo determinante alla memorizzazione intelligente: esso, partecipando al conferimento di un significato profondo e personale alle nuove informazioni, ne condiziona proficuamente l’elaborazione e la catalogazione.

I sogni svolgono una funzione di drenaggio, disintossicazione e riorganizzazione psichica eliminando informazioni inutili, sciogliendo nodi mentali irrisolti, dando spazio a emozioni e sensazioni che in stato di veglia sarebbero represse e, come già detto, attivando connessioni, elaborando e catalogando.

I sogni, dunque, per quanto detto, riducono i livelli di stress, regolano l’umore, possono aiutarci a creare concetti, a far scoccare la scintilla delle intuizioni e a produrre soluzioni di problemi; nel 1865 lo scienziato tedesco August Kekulé fu il primo a ipotizzare la struttura ciclica del benzene. Kekulé in seguito rivelò di essere giunto a tale illuminazione grazie a un sogno molto vivido in cui aveva visto un serpente che si mordeva la coda!

Infine, occorre sottolineare che il sogno è prezioso per il lavoro della coppia psicoterapeuta-paziente; esso è, infatti, una miniera smisurata e variegata che contiene e comunica una serie infinita di contenuti manifesti e/o inconsci. Il materiale onirico offre, dunque, la possibilità di fare un ottimo lavoro conoscitivo, restituivo e interpretativo sul non detto durante lo stato di veglia. Ciò genera un potente impulso verso il fine essenziale della psicoterapia: il benessere del paziente è ricostruito, infatti, tramite il cogliere il significato, la collocazione e i contorni delle motivazioni e delle cause inconsce del suo star male, ma anche illuminando e attivando le sue attitudini, vocazioni, risorse, autenticità, flessibilità e capacità di autodeterminazione e di inventiva.

Effetti negativi della privazione del sonno sul corpo umano

Le precedenti informazioni relative alla funzione del sonno sono molto rilevanti ai fini di una sensibilizzazione e consapevolezza di quanto sia necessario assicurarsi un congruo numero di ore di sonno di buona qualità.

La privazione del sonno ha effetti fortemente destabilizzanti su tutti gli aspetti PsicoNeuroEndocrinoImmunoSomatici determinando in buona sostanza un progressivo e ingravescente stato di distress che tende a divampare come un incendio che si autoalimenta.

Le funzione cognitive sono le prime a manifestare segni di disagio attraverso sintomi che testimoniano il calo della capacità di attenzione, apprendimento, memoria, logica, ragionamento e linguaggio e che si accompagnano a sbalzi umorali, ansia, irritabilità etc. Si assiste, inoltre, alla disregolazione di altre funzioni basilari come la digestione, la difesa immunitaria, la sessualità, il metabolismo etc. L’ insufficienza cronica del sonno è stata anche correlata con un aumento della probabilità di sviluppare l’alterazione della tolleranza al glucosio, l’obesità e, come già detto il Morbo di Alzheimer.

È da segnalare, infine, la mancanza di sonno come causa principale di numerosi incidenti; in primo luogo quelli automobilistici e in genere nel settore dei trasporti ma anche sui luoghi di lavoro e di svago nonché quelli casalinghi.

Il sonno e i suoi disturbi

Le nostre normali preoccupazioni, un saltuario eccesso alimentare, un avvenimento particolarmente attivante e/o stressante etc possono influenzare il nostro sonno; esso può, perciò, subire variazioni fisiologiche e temporanee che rientrano con il superamento delle perturbazioni suddette. Altra cosa sono i veri disturbi del sonno che si prolungano e si possono aggravare nel tempo determinando una notevole sofferenza. Ne esaminiamo brevemente alcuni.

L’insonnia: è un’insufficiente durata e continuità del sonno che può essere constatata tramite la polisonnografia, ma che è anche e soprattutto testimoniata da una valutazione soggettiva della persona.
L’insonnia è un sintomo di svariate condizioni patologiche psichiche e/o corporee, come a esempio disturbi psichiatrici, dipendenze etc;

L’ipersonnia: dipende da numerose affezioni psico-somatiche; si caratterizza per un eccessiva sonnolenza diurna, disturbante e in taluni casi incontrollabile.

Nel caso dei vari disturbi persistenti del ritmo sonno-veglia la caratteristica comune è che la persona non riesce a dormire quando lo desidera, quando ha necessità o si aspetterebbe di farlo.

Con il termine parasonnie si intende un gruppo variegato di disturbi che non dipendono direttamente da una disfunzione delle strutture che regolano il sonno e la veglia, ma piuttosto dall’attivazione, durante il sonno, di apparati a esse correlate che determinano il coinvolgimento del sistema neuromuscolare e/o di quello neurovegetativo. Un esempio molto noto di parasonnia è il sonnambulismo.

Come curare i disturbi del sonno

Curare con coscienza professionale la persona affetta da disturbi del sonno presuppone uno sforzo costante a personalizzare al massimo la terapia. Abbiamo illustrato quanto le patologie del sonno possano essere molteplici e multiformi ed è, quindi, opportuno avvalersi anche di altri specialisti che possano, attraverso avanzate tecnologie, fare una inquadramento ben preciso. È, infine, indispensabile intervenire globalmente su i vari fattori che causano lo stato di sofferenza. La Psicoterapia e il Counseling che attuo possono essere definiti Olistici poiché le persone sono da me considerate una irripetibile individualità e una inscindibile globalità emozionale, esistenziale, sociale, somatica, bioenergetica e biochimica. Sia la Psicoterapia che il Counseling sono, dunque, interventi essenziali nel trattamento dei disturbi del sonno.

Attraverso specifiche prassi, tecniche e contesti (setting), la Psicoterapia Umanistica Olistica e il Counseling Umanistico Olistico restituiscono, in primo luogo, alla coscienza della persona in cura gli elementi complessi e inconsci che la penalizzano: le sue paure, le angosce, i traumi, i conflitti, le strategie di sopravvivenza, le tattiche difensive e i dogmi che il soggetto ha pian piano creato in sé senza rendersene conto. Questi elementi negativi hanno allontanato il paziente dagli aspetti più autentici, solari e creativi di se stesso; è fondamentale, dunque, recuperare e valorizzare le qualità individuali in un percorso totalmente salutogenetico.

È molto rilevante sottolineare che il prevalere di elementi destabilizzanti apporta un disordine generalizzato e progressivo nel sistema Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico e nella struttura ossea, muscolare e articolare. Il sistema tende così ad auto intossicarsi, a essere particolarmente permeabile alle tossine provenienti dall’esterno, a indebolire le sue difese immunitarie, a impoverirsi di elementi nutrizionali, a ossidarsi, ad acidificarsi e a distorcersi da un punto di vista strutturale e posturale.

Occorre, perciò, tener presente che le direzioni che portano al malessere o viceversa alla salute sono, certamente e in primo luogo psico-somatiche, ma anche somato-psichiche.

A partire dagli assunti metodologici illustrati e, in quanto medico, arricchisco e rendo veramente olistica la psicoterapia della persona sofferente per i disturbi del sonno con la prescrizione, ove necessaria, di rimedi naturali. La Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Psicoprobiotica la Fitoterapia mi permettono di offrire al paziente l’attuazione di una forte sinergia che produce da subito i seguenti reali benefici: il lenimento sintomatico, la rivitalizzazione metabolica, il recupero delle forze e del buon umore e una benefica disintossicazione. Una menzione a parte merita, infine la Terapia Fisiologica di Regolazione che regola gli aspetti neurologici dei disturbi del sonno. Tutto ciò rafforza, velocizza e completa il percorso di consapevolezza che, come abbiamo già visto, è alla base del depotenziamento dei fattori destabilizzanti e dell’attivazione di dinamiche virtuose e benefiche.

N.B. Le pagine relative ai disturbi trattati sono necessariamente sintetiche; maggiori informazioni su questi argomenti si trovano negli articoli che sono e che saranno pubblicati nel blog; suddivisi nelle rispettive categorie e sottocategorie hanno l’obiettivo di condividere ragguagli e riflessioni più approfondite, specifiche e ampie.

N.B. Invito il lettore che avesse bisogno di ulteriori chiarimenti e approfondimenti a consultare le altre voci del menù di questo sito cliccando sulle parole evidenziate in blu e/o consultando la voce FAQ Domande Ricorrenti.

DOTT. MICHELE IANNELLI medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta
Via Pozzuoli 7  Studio interno b3  -  00182 ROMA (Metro San Giovanni)   Telefono 3386151031  Email: olopsi@libero.it

DISTURBI DEL SONNO ultima modifica: 2018-08-23T11:02:56+00:00 da Dott Michele Iannelli
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