DIPENDENZE:
COSA SONO E COME CURARLE

Introduzione

Acausa delle nostre specifiche caratteristiche (biologiche, modalità di sviluppo e complessità), noi esseri umani siamo particolarmente esposti al pericolo di incorrere in dipendenze da qualcosa e/o da qualcuno. L’essere umano, infatti, nasce come prole inetta; ha, cioè, bisogno, per poter sopravvivere, di cure parentali che si protraggono per un tempo relativamente lungo. Da un punto di vista termodinamico, siamo classificabili come sistemi aperti poiché per vivere scambiamo, con l’ambiente esterno, energia e materia (per esempio acqua, cibo e calore). Siamo esseri sociali per eccellenza; quindi, evolviamo e costruiamo la nostra identità attraverso l’elaborazione intima e originale di una moltitudine di relazioni intense e significative con gli altri esseri umani, con gli altri esseri viventi e con le istituzioni sociali. La nostra sessualità, inoltre, è estremamente articolata; essa è, infatti, una potente motivazione ed è inscindibile da tutti gli altri aspetti esistenziali. Possiamo, dunque, affermare che ognuno di noi è portatore (più o meno sano o più o meno sofferente) di un insieme complesso, variabile, significativo e poderoso di bisogni e di dipendenze.

Dipendenze: fisiologia e patologia

Il processo evolutivo del bambino è influenzato molto dal contesto in cui si svolge. Se avviene in una condizione sufficientemente buona, caratterizzata cioè da relazioni basate su condivisione, intesa, sintonizzazione e riconoscimento di identità, se, in altri termini, si è creato un clima in cui vige empatia, accettazione, rispetto, coerenza di messaggi e, in ultima analisi, amore, ci saranno ottime probabilità che la persona possa instaurare un buon processo dialettico con se stesso e con i referenti esterni; ciò sarà foriero di ottime possibilità evolutive, che si sostanzieranno in uno stato di benessere. Un segno importante in tal senso sarà dato dall’attitudine a contenere i nostri bisogni e le nostre dipendenze nell’ambito della fisiologia. Saremo, cioè, in grado di amare, di essere solidali e di empatizzare; potremo impegnarci proficuamente e con saggezza nel lavoro, nello sport, nello studio e nelle altre attività sociali senza diventare schiavi di questi ambiti. Riusciremo a fare scelte di grande importanza relazionale ed esistenziale ma anche a operare, sia pure con rammarico, opportune rinunce e distacchi. Saremo capaci di ottemperare ai nostri bisogni basilari senza trascendere in dannose esagerazioni.
Se, al contrario, la crescita sarà caratterizzata da privazioni e/o distorsioni affettive, relazionali e materiali la persona tenderà a mettere in atto (a partire dalle sue ferite, paure e angosce) una serie di adattamenti e reazioni inconsce che si potranno, tra l’altro, sostanziare in un insieme variegato e ampio di segni e sintomi che si inquadrano nella sindrome da dipendenza.

Cosa sono le dipendenze e da cosa si dipende

Quando si parla di dipendenze si entra in un arcipelago sterminato. Ci sono tanti modi di essere dipendenti per quante persone ci sono al mondo e tante cose dai cui essere dipendenti per quante ne esistono al mondo; un esempio per tutti: tra le dipendenze si annovera un disturbo denominato Polidipsia Psicogena detto anche Potomania: la persona che ne affetta ha un impulso incoercibile a bere ingenti quantità di acqua.
Ciò che caratterizza tutte le dipendenze è l’enorme sofferenza che la persona prova e che arreca agli altri a causa dell’incoercibile e costante bisogno di fare qualcosa in modo ripetitivo e in quantità smisurata e, quindi, dannosa. La sofferenza è terribile giacché la persona (a parte periodi più o meno lunghi di negazione) si rende conto di aver perso il bene più prezioso per ognuno di noi: la padronanza di se stesso e la libertà; si rende conto di essere impotente e schiavo nei confronti di un bisogno che da fisiologico diventa un mostro tirannico (per il suo strapotere seduttivo), pervasivo (per la sua capacità di essere onnipresente e incoercibile) e devastante (per i danni che produce). Nel potomane persino l’acqua, che è alla base della vita, si trasforma in un elemento mortifero!
Come già detto, si può essere dipendenti da tutto; alcune dipendenze sono, però, più ricorrenti: i così detti disturbi del comportamento alimentare (bulimia, dipendenza da zuccheri semplici e carboidrati, anoressia e ortoressia), caffeinismo, tabagismo, dipendenze dalle sostanze stupefacenti, dall’alcool, dalla televisione, da internet, da videogame, dallo sport, dal sesso, dal lavoro, dal gioco (ludopatia), dagli acquisti compulsivi, etc.
Anche i legami d’amore, d’affetto e/o di ammirazione nell’ambito della coppia o nei confronti di genitori, figli, fratelli, sorelle, amici, leader etc possono trasformarsi in relazioni morbose. Denominiamo questi casi come dipendenza affettiva in quanto, pur essendo rapporti caratterizzati da dinamiche ed eventi fortemente penalizzanti, la persona non riesce a separarsene perché è come se non volesse rinunciare a strategie inconsce e a un sorta di falso sé.

Come curare le dipendenze?

La dipendenza è uno stato patologico molto articolato; è un disturbo profondo e multiforme; la sua origine è determinata da molteplici fattori che collegandosi tra loro producono una sinergia fortemente destabilizzante.
Occorre, quindi, a tale complessità e profondità patologica rispondere con altrettanta complessità e completezza terapeutica. E’ indispensabile, come già detto, personalizzare la cura e intervenire globalmente su i vari fattori che hanno determinato lo stato di sofferenza.
Nei casi più gravi e pressoché indispensabile il soggiorno in comunità terapeutiche e il coinvolgimento dell’intera famiglia nei percorsi riabilitativi. Nei casi meno gravi è possibile attuare una psicoterapia individuale che eventualmente e collateralmente coinvolga anche i familiari. La Psicoterapia che attuo può essere definita Olistica poiché le persone sono da me considerate una irripetibile individualità e una inscindibile globalità emozionale, esistenziale, sociale, somatica, bioenergetica e biochimica.
Attraverso specifiche prassi, tecniche e contesti (setting), la Psicoterapia Umanistica Olistica restituisce, in primo luogo, alla coscienza della persona in cura gli elementi complessi e inconsci che la penalizzano: le sue paure, le angosce, i traumi, i conflitti, le strategie di sopravvivenza, le tattiche difensive e i dogmi che il soggetto ha pian piano creato in sé senza rendersene conto. Questi elementi negativi hanno allontanato il paziente dagli aspetti più autentici, solari e creativi di se stesso; è fondamentale, dunque, recuperare e valorizzare le qualità individuali in un percorso totalmente salutogenetico.
E’ molto rilevante sottolineare che il prevalere di elementi destabilizzanti apporta un disordine generalizzato e progressivo nel sistema Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico e nella struttura ossea, muscolare e articolare. Il sistema tende così ad auto intossicarsi, a essere particolarmente permeabile alle tossine provenienti dall’esterno, a indebolire le sue difese immunitarie, a impoverirsi di elementi nutrizionali, a ossidarsi, ad acidificarsi e a distorcersi da un punto di vista strutturale e posturale. Occorre, perciò, tener presente che le direzioni che portano al malessere o viceversa alla salute sono, certamente e in primo luogo psico-somatiche, ma anche somato-psichiche.
A partire dagli assunti metodologici illustrati e avendo, in quanto medico, arricchisco e rendo veramente olistica la psicoterapia della persona dipendente con la prescrizione, ove necessaria, di rimedi naturali. La Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Psicoprobiotica, la Fitoterapia e la Terapia Fisiologica di Regolazione mi permettono di offrire al paziente l’attuazione di una forte sinergia che produce da subito i seguenti reali benefici: il lenimento sintomatico, la rivitalizzazione metabolica, il recupero delle forze e del buon umore e una benefica disintossicazione. Tutto ciò rafforza, velocizza e completa il percorso di consapevolezza che, come abbiamo già visto, è alla base del depotenziamento dei fattori destabilizzanti e dell’attivazione di dinamiche virtuose e benefiche.

N.B. Invito il lettore che avesse bisogno di ulteriori chiarimenti e approfondimenti a consultare le altre voci del menù di questo sito cliccando sulle parole evidenziate in blu e/o consultando la voce FAQ Domande Ricorrenti.

DOTT. MICHELE IANNELLI medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta
Via Pozzuoli 7  Studio interno b3  -  00182 ROMA (Metro San Giovanni)   Telefono 3386151031  Email: olopsi@libero.it

LE DIPENDENZE ultima modifica: 2018-08-26T16:46:25+00:00 da wp_9146355
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