Fiore di Bach Sweet Chestnut

 Castagno Dolce

 Castanea Sativa


“Per quei momenti che capitano a certe persone quando l’angoscia è così grande da sembrare insopportabile.
Quando la mente o il corpo sentono di aver raggiunto il limite estremo di sopportazione e di dover ora cedere.
Quando sembra che non ci sia niente altro da affrontare che la distruzione e l’annientamento.”

– Indicazione di Edward Bach

“Non abbandonarti alla disperazione, altrimenti non riuscirai a parlare con il tuo cuore.”

– Paulo Coelho

È l’ultimo rimedio individuato da Edward Bach.
I fiori maschili, utilizzati per la preparazione del rimedio, eretti come spighe, di colore giallo, costituiscono un’esplosione di luce ed energia verso l’alto. L’angoscia dello stato Sweet Chestnut è inaccessibile, come ogni “buia notte dell’anima”. Fa parte del gruppo “Rimedi per lo scoraggiamento o la disperazione”.

Caratteristiche della persona che si giova di Sweet Chestnut

L’angoscia è un sentimento che viene percepito come devastante e difficilmente sopportabile. La persona angosciata ha la netta sensazione che una profonda, irrimediabile e irreversibile destrutturazione della sua essenza incombe, con la pesantezza di un macigno.
Se è una angoscia senza una causa apparente, spesso con moventi e motivazioni inconsce, la persona soffre considerevolmente perché non riesce ad individuare una ragione di tale sofferenza. Dunque è come se avesse la sensazione di essere immersa di un buio vischioso, in cui non è possibile trovare nessun appiglio razionale.
Quando, invece, l’angoscia è messa in relazione con cause conosciute, ad esempio una separazione, un fallimento economico, un compito che appare impossibile ed ineluttabile, e’ la sensazione di schiacciamento, di dolore, di mancanza di soluzione che rende insopportabile questo stato.
Le persone angosciate sono facilmente riconoscibili dalla facies che, sia pure con proporzioni diverse, è un melange di tutte espressioni possibili di sofferenza per un essere umano. In alcuni casi, invece, la persona riesce a dissimulare molto bene la sua sofferenza.
Sweet Chestnut è un ottimo rimedio anche per i bambini ed adolescenti, quando appaiono angosciati dagli incubi, dalle prove alle quali sono costretti dalla vita e dai momenti di passaggio critici.

Sweet Chestnut nella relazione terapeuta-paziente

L’angoscia è uno stato d’animo con cui il Terapeuta deve spesso fare i conti: la sua angoscia per l’angoscia del paziente.

Differenze ed associazioni con altri rimedi

Sweet Chestnut che si prescrive in caso di angoscia tanto grande da sembrare insopportabile va distinto e può essere associato a Elm: che si prescrive in caso di periodi di depressione quando si sente che l’impresa in cui ci si è impegnati è troppo difficile al di là del potere dell’essere umano; a Gentian utile nei casi di scoraggiamento, dubbio, demoralizzazione; Gorse adatto in caso grande disperazione (per esempio a causa di uno stato di malattia); Mustard che è indicato in caso malinconia e/o disperazione in cui potrebbe non essere possibile dare una ragione o una spiegazione.
Nel caso degli attacchi di panico quando oltre al timore di perdere il controllo coesiste angoscia va associato con Cherry Plum. Nei momenti acuti va sempre assunto insieme Rescue Remedy.

Armonizzazione dello stato Sweet Chestnut

Il counseling. e la psicoterapia di sostegno sono, insieme allo Sweet Chestnut, la via che può portare ad una consapevolizzazione dei motivi inconsci della angoscia e/o della sana relativizzazione delle sue cause note. Su questa base può rinascere la speranza di trovare una via di uscita, di ritrovare un po’ di luce e di forza per continuare ad affrontare l’esistenza.

Vicenda Clinica

Mariella è una impiegata in un ente parastatale; ha 45 anni e da poco è riuscita a laurearsi in Psicologia. Dopo aver frequentato un corso sui fiori di Bach, decide di chiedere una consulenza floriterapeutica. La paziente appare, al primo colloquio, con un aspetto e un abbigliamento particolarmente dimesso. Il suo viso esprime desolazione, profonda tristezza e ogni tanto si rabbuia ulteriormente e si distorce, come se fosse improvvisamente investito da una secchiata di angoscia. Da circa sei mesi, il marito l’ha lasciata, per andare a vivere da solo, dopo quasi 20 anni di matrimonio. Ora vive con il figlio di 17 anni, che, a suo dire, “è molto turbato” da questa separazione.
Nei corso dei vari colloqui si delinea la natura del rapporto con il marito. La paziente, infatti, si rende conto, con sempre maggiore lucidità, del fatto che, sin dai tempi del fidanzamento, aveva avuto la netta sensazione che il suo compagno non l’amasse veramente e che lei aveva sempre fatto negato questa percezione. Una quantità enorme di energia e un blocco continuo di risorse era il prezzo che aveva pagato da quasi 25 anni, per tenere vicino a sé quello che considerava “l’unico uomo della sua vita “. Si fa, dunque, strada col tempo una dolorosissima, ma liberatoria presa di coscienza. Mariella, infatti si rende conto che, in realtà, neanche lei era veramente innamorata del marito, che non lo stimava veramente e che questo continuo lavorio, per tenerselo a tutti i costi vicino, era dipeso da una scarsissima autostima e da una smisurata insicurezza. La fase emergenziale viene superata in tempi non lunghi, anche grazie alla prescrizione di Sweet Chestnut, Gorse, Gentian, Mustard e Rescue Remedy. In seguito a ciò, si fa strada la percezione di quanto questi anni di paure, di tensioni, di conflitti, d’arzigogoli mentali, di inautenticità avessero causato in lei uno stato di profondo “esaurimento fisico e mentale”. Si intraprende dunque una fase del counseling dedicata al ripristino energetico: Olive e Hornbeam sono i rimedi più prescritti assieme ad una intensa supplementazione nutrizionale e a rimedi omotossicologici drenanti e riattivanti il metabolismo.
Un’ulteriore fase viene indirizzata verso una rivisitazione delle radici delle sue paure, insicurezze e sentimenti d’inferiorità. Una famiglia d’origine fragile dal punto di vista culturale ed economico, genitori poco inclini a fornire un nutrimento affettivo, una madre spesso malata, un contesto chiuso e spaurito, una mancata complicità con le due sorelle.
In questa fase sono prescritti Mimulus, Larch, Walnut e Gentian.
L’ultima fase viene finalizzata a far si che le enormi quantità di energie liberate siano messe a disposizione di un riconoscimento ed attivazione di risorse e vocazioni nonché alla realizzazione di desideri, bisogni ed aspirazioni per troppo tempo seppelliti e misconosciuti.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

SWEET CHESTNUT: FLORITERAPIA DELL’ANGOSCIA ultima modifica: 2019-11-26T16:24:24+01:00 da Dott Michele Iannelli
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