Che cosa è il Rescue Remedy?

Fino a qualche anno fa, il Rescue Remedy era l’unico rimedio composito della Floriterapia; la sua combinazione definitiva fu indicata da Edward Bach a partire da un antecedente di cui si ha notizia nel 1930; in quell’anno egli utilizzò una prima composizione (Rock Rose, Clematis e Impatiens) per soccorrere due marinai vittime di un naufragio. In seguito, a questi tre rimedi furono, sempre da lui stesso, aggiunti, Star of Bethlehem e Cherry Plum.

Circa dieci anni or sono, il Centro Bach ha formulato un ulteriore rimedio composito: il Rescue Night. Esso è costituito dai 5 fiori della miscela Rescue Remedy con l’aggiunta di White Chestnut.
Al Rescue Night dedicherò uno dei prossimi articoli.

Utilizzo clinico del Rescue Remedy

Il Rescue Remedy può essere considerato come il Re e il Jolly del sistema floriterapeutico. Re e Jolly per gli stessi motivi: perché ha una notevole efficacia e perchè può essere assunto, in molti casi, in attesa del momento opportuno per prescrivere rimedi più specifici.
L’esperienza clinica dimostra, infatti, che il rimedio può essere utilizzato validamente, non solo come pronto soccorso emotivo nel caso di eventi traumatici, ma anche in occasione di turbamenti e malesseri emotivi, dovuti a circostanze meno drammatiche ma comunque significative come, per esempio, nel caso di una ansiogena seduta odontoiatrica o nel caso di stati, più o meno momentanei, di noia esistenziale.
L’effetto positivo che spesso genera nella persona è descrivibile come un lenimento e un’armonizzazione delle percezioni e dei comportamenti che procurano sofferenza; l’altro aspetto che viene spesso descritto dal paziente è una gradevole percezione di ri-centramento su se stesso.
Queste caratteristiche fanno si che all’inizio di un percorso di Counseling o di Psicoterapia è molto opportuno prescrivere il Rescue Remedy in quanto attenua le sofferenze della persona e agevola la creazione di una proficua alleanza terapeutica.

Componenti del Rescue Remedy

L’insieme dei costituenti crea un mélange avente caratteristiche che non sono da considerare come la semplice somma dei vari componenti; il Rescue Remedy, è un rimedio a se stante dotato di una sua unicità; ciò spiega perché l’uso del Rescue Remedy si può proficuamente associare anche ai suoi singoli cinque componenti .

Analizziamone nel dettaglio i componenti:
Rock Rose
Il ruolo del Rock Rose nell’ambito del medicamento di pronto intervento emotivo è relativo allo spavento e al terrore che si generano in contesti emergenziali.

Clematis
L’apporto di Clematis è dovuto alla sua capacità di riportare la persona al presente, di consolidare la volontà di vivere e soprattutto vivere nel presente. La “presenza di spirito” e la voglia di vivere sono dunque grandi risorse negli stati di forte turbamento emotivo.

Impatiens
Impatiens è il rimedio che può fornire, nel momento dell’emergenza emotiva, la capacità di evitare la precipitazione dettata dal panico e di agire nei giusti tempi.

Cherry Plum
Cherry Plum offre al composto Rescue Remedy un rilevante contributo; ciò grazie alla sua capacità di agevolare le persone in difficoltà a mantenere la possibilità di far fronte al timore (che in caso di emergenze emotive, può essere sconvolgente) di perdere la padronanza di se stessi.

Star of Bethlehem
La presenza dello Star of Bethlehem nel Rescue Remedy è motivata dalla sua azione “risolutiva” nei confronti di shock. Il Rescue Remedy è infatti da assumere in tutte quelle situazioni in cui, di fatto, è sempre presente una componente traumatica.
Lo shock, conseguenza di un trauma, fa dunque riferimento a una sorta di gelificazione delle funzioni cognitive, emotive e somatiche cioè un blocco che è indispensabile sciogliere, con delicatezza ed efficacia al tempo stesso.

Dosaggio e modalità di assunzione del Rescue Remedy

Prescrivo quasi sempre il Rescue Remedy nella forma pura (Stock Bottle). In questo caso si fanno cascare dal contagocce, sotto la lingua 2 gocce del rimedio almeno 4 volte al giorno (mattina, meta mattinata, pomeriggio, sera), si trattiene sotto la lingua per circa un minuto e poi si ingoia.

È possibile ripetere l’operazione, oltre le 4 volte previste, in concomitanza dell’eventuale acuirsi del malessere utilizzando fino a 5 gocce a distanza di circa un minuto l’una dall’altra.
Si può anche usare il metodo della bottiglietta d’acqua consigliabile quando occorre assumere contemporaneamente più rimedi floreali non diluiti; esso è agevole a maggior ragione se si vuole associare ai Fiori di Bach anche dei medicinali omeopatici omotossicologici.
Consiste nel seguente procedimento: all’inizio della giornata, in una bottiglia da 500 ml di acqua oligominerale non gassata si aggiungono 8 gocce di ciascun rimedio (stock bottle, fino ad un massimo di 6) e eventualmente 30 gocce di ciascun medicinale omotossicologico.
Il liquido contenuto nella piccola bottiglia facilmente trasportabile potrà essere sorseggiato (trattenendolo sotto la lingua per circa un minuto prima di ingoiarlo), fino ad esaurirlo nel corso della giornata.

Esiste anche una versione spray del Rescue Remedy, che ha la stessa formulazione e posologia del flacone contagocce; invece di contare le gocce, si contano gli spruzzi.

ATTENZIONE! Domenica 17 Marzo 2019 si terrà il CORSO “CONOSCERE SE STESSI E GLI ALTRI ATTRAVERSO LA FLORITERAPIA DI BACH”

"CONOSCERE SE STESSI E GLI ALTRI ATTRAVERSO LA FLORITERAPIA DI BACH"

17 Marzo 2019

Organizzato dall'Associazione Culturale iLIVE

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

ANSIA, INQUIETUDINE E TURBAMENTI EMOTIVI: RICENTRARSI COL RESCUE REMEDY ultima modifica: 2018-12-19T10:41:19+02:00 da Dott Michele Iannelli
Shares
Share This