Fiore di Bach Red Chestnut

 Ippocastano Rosso

 Aesculus Carnea

“Per coloro che trovano difficoltà a non essere ansiosi per gli altri. Spesso hanno cessato di preoccuparsi per loro stessi, ma essi possono soffrire molto per coloro ai quali sono legati, provando un frequente presentimento che qualche avversità possa loro accadere.”

– Indicazione di Edward Bach

“Maria: “Figlio perché ci hai fatto questo? Ecco che tuo padre e io ti abbiamo cercato angosciati”.
Allora Lui (Gesù) rispose “Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda mio Padre?”

– Dal Vangelo secondo Luca

Chestnut fa parte di quel gruppo di 19 rimedi che furono “scoperti” a partire dal marzo del 1935.
Philip M. Chancellor fu diretto testimone di un significativo episodio che precedette di qualche giorno l’individuazione di questo floriterapico. Edward Bach si ferì con una scure e ovviamente i componenti del centro lo assistettero e gli prestarono le cure dovute.
L’evento permise a Bach di sperimentare in modo diretto quella situazione emotiva e relazionale per la quale stava cercando un rimedio. Egli infatti percepì la forte apprensione e ansia dei suoi collaboratori preoccupati per quello che era avvenuto. Si rese conto di due elementi molto indicativi: il primo consisteva nel fatto che questo eccesso di preoccupazione era percepibile al di là delle apparenze, il secondo che tale atmosfera emotiva non solo non lo agevolava, ma era dannosa.

Caratteristiche della persona che si giova di Red Chestnut

Red Chestnut è un rimedio riguardante aspetti precipuamente relazionali. Queste persone presumono che possa capitare qualcosa di “brutto” a coloro i quali sono legate affettivamente (relazioni genitori-figli, mogli-mariti, tra amici e parenti e più raramente insegnanti-allievi, medici-pazienti).
Scrive Bach in “Guarisci te stesso”: “Quasi in ogni famiglia genitori e figli elevano da se stessi delle prigioni partendo da sentimenti assolutamente falsi e da una concezione errata dei rapporti che dovrebbero esistere tra di loro. Queste prigioni formano degli ostacoli verso tutti gli interessi, impediscono di vivere pienamente, contrastano le loro tendenze naturali, li rendono infelici e le turbe mentali nervose e fisiche che affliggono tali persone rappresentano certamente un’alta percentuale del nostro tempo”.
Il genitore in questione può essere continuamente preoccupato, ansioso, impaurito per l’eventualità che possa succedere qualcosa ai propri figli. Può somatizzare la propria apprensione con varie modalità, come essere insonne. Avendo a volte consapevolezza del proprio problema, tenta in ogni modo di dissimularlo invano; come precedentemente illustrato, nel caso dell’incidente di Edward Bach, questa dissimulazione non fa altro che aumentare il livello di tensione che viene facilmente percepito dai figli.
Come scrive lo stesso Bach, ciò può determinare nella famiglia una situazione che ostacola, più o meno gravemente, qualsiasi esperienza e qualsiasi percorso evolutivo.
Dice Bach: “Spesso hanno cessato di preoccuparsi per loro stessi”. Si tratta di soggetti che, per esempio, assillano un loro caro con inviti ad andare dal medico e farsi prescrivere analisi cliniche e strumentali; nel contempo non si curano per nulla della propria salute. Può capitare che una madre o un padre, a passeggio con i propri figli, talmente preoccupati di controllare che essi non inciampino in qualche ostacolo, che non cadano in una pozzanghera o che non abbandonino il marciapiede, non si accorgano di qualcosa di scivoloso sul loro percorso e incorrano in un clamoroso e comico capitombolo.
Sono vari i fattori che possono determinare un percorso esistenziale che porta ad uno stato Red Chestnut più o meno marcato. Dal punto di vista delle dinamiche familiari, questa è una delle situazioni più facilmente “ereditabili”.
Il crescere in un’atmosfera domestica intrisa di apprensioni, paure, divieti castranti, rende molto probabile il diventare una persona che ha bisogno di Red Chestnut.
D’altra parte possiamo dire che questi soggetti hanno più o meno difficoltà a considerare se stessi e gli altri come entità individuali e tendono dunque alla simbiosi. Potrà dunque giovarsi di Red Chestnut il genitore che considera i figli una diretta e quasi indifferenziata estensione di se stesso.
Tutta questa apprensione può derivare, inoltre, da una inconscia aggressività nei confronti della persona oggetto di attenzione. Questa aggressività spaventa, come fa paura ogni tipo di aggressività rivolta contro un proprio caro, pertanto è rimossa e negata; è poi proiettata su pericoli esterni (più o meno reali), ma in fondo è agita attraverso il controllo intenso, il divieto e l’afflizione colpevolizzante.

Differenze e associazioni con altri rimedi

I principali rimedi associabili a Red Chestnut sono tre del gruppo della paura, al quale questo fiore appartiene. Mimulus è il rimedio per tutte le paure identificabili, mentre Red Chestnut, come abbiamo visto, rappresenta una specifica situazione; Aspen è per le paure vaghe; Cherry Plum è per la paura di perdere il controllo e la ragione e di “fare cose terribili e spaventose, non volute che si sanno essere sbagliate”.
Esistono analogie col rimedio Chicory il quale, come vedremo in seguito, è indicato per coloro che “tendono a prendersi eccessivamente cura di bambini, parenti, amici, trovando sempre qualcosa da rettificare. Correggono continuamente ciò che considerano sbagliato e sono contenti di farlo”.
È associabile anche Chestnut Bud che è per quelli che “con loro rammarico, scoprono di commettere lo stesso errore in differenti occasioni”. La situazione Red Chestnut (poiché di solito profondamente motivata e radicata), è caratterizzata dal fatto che, nonostante la persona in alcuni casi possa rendersi conto della disfunzionalità del suo modo di relazionarsi, non riesce tuttavia a comportarsi diversamente e a provare sentimenti ed emozioni differenti.

armonizzazione del fiore chestnut red

Armonizzazione dello stato Red Chestnut

Le persone che si giovano di Red Chestnut possono e devono armonizzare la propria situazione comprendendo i motivi e i meccanismi che le portano in questo stato penosissimo per loro e spesso penalizzante per chi lo subisce. Quante persone sono state, infatti, a causa di ciò, ostacolate o dissuase a seguire le proprie vocazioni, coltivare i propri talenti o semplicemente a svolgere attività che le avrebbero divertite.
L’armonizzazione auspicabile consiste nel trasformare la paura e l’apprensione in una affettuosa e fruttuosa attenzione nei confronti dei propri cari.

Caso Clinico

Elide è una signora di circa 40 anni; accede alla terapia perché estremamente ansiosa e apprensiva, sostanzialmente insoddisfatta della sua esistenza; afferma di essere colta da attacchi di panico, se si trova in luogo chiuso, specialmente quando non è in compagnia. È sposata con un ingegnere che descrive estremamente dedito alla famiglia, molto disponibile e innamorato di lei.
Elide, al contrario, sente di averlo sposato più per una scelta dettata dalla razionalità che dal sentimento. Ha due figli: un maschio e una femmina, il primo di 18 anni la seconda di 15. Afferma di vivere con estrema apprensione qualsiasi attività dei figli che lei considera come apportatrice di un qualche pericolo. Svolge con diligenza e successo la professione di insegnante elementare.
All’osservazione, appare evidente una forte discrepanza tra ciò che la paziente racconta dei suoi vissuti e il modo in cui racconta: parla infatti della sua ansia, delle sue paure, apprensioni e attacchi di panico con una apparente calma e una sconcertante compostezza.
L’uso di Red Chestnut, insieme ad altri floriterapici, si motiva con il lavoro terapeutico, teso a consapevolizzare, a contestualizzare e quindi a smussare quella che è stata la sua strategia di difesa e di sopravvivenza fondamentale: il controllo.
Tale controllo, è consistito in evitamenti di opportunità, di soppressione di emozioni e pulsioni, in regole imposte e autoimposte, in paure e ansie. La principale motivazione di tutto ciò erano le sue fantasie sessuali e le molestie subite da parte di un parente in adolescenza. Entrambe le situazioni erano state vissute con gravissimo senso di colpa e di pericolo. Ciò non solo aveva scompaginato la sua maturazione emotiva, ma aveva determinato un suo netto allontanamento da quello che Bach denomina “Vero Sé”. Red Chestnut fu utilizzato perché la paziente temeva che ai due figli adolescenti potessero succedere le cose che erano accadute a lei, oppure che essi non fossero in possesso della sue capacità di controllo e autocontrollo e, quindi, potessero lasciarsi andare alle proprie pulsioni e fantasie. Il percorso terapeutico rese necessario l’uso di altri rimedi oltre Red Chestnut: Pine (colpa), Crab Apple (idea di essere sporca per le fantasie e le molestie sessuali), Holly (rabbia), Agrimony (tendenza a “mascherarsi”), Cherry Plum (paura di perdere il controllo).
La terapia visse un momento di svolta dopo una “crisi di consapevolezza”. La paziente la raccontò così: “Mentre ero in automobile, improvvisamente, mi è venuta in mente l’immagine di una fanciulla contenta e felice in mezzo alla natura. Ho provato per un attimo molta serenità e contentezza; poi mi è esplosa una grande rabbia, avevo una grande voglia di urlare, sono arrabbiatissima con me stessa forse perché ho confrontato quella fanciulla con ciò che sono stata e sono ancora oggi”.
I successivi colloqui terapeutici furono improntati a rendere la sua esistenza reale il più possibile simile a quella della “fanciulla contenta e felice in mezzo alla natura”. Quando il terapeuta e la paziente si resero conto che si era sufficientemente e ragionevolmente attivato il “Vero Sé”, il counseling clinico si concluse. 

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

FLORITERAPIA DI BACH: RED CHESTNUT ultima modifica: 2019-03-22T11:15:25+02:00 da Dott Michele Iannelli
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