Fiore di Bach Cerato

 Plumbago

 Piombaggine

Ceratostigma Willmottiana

“Quelli che non hanno sufficiente fiducia in sé stessi per prendere proprie decisioni. Essi costantemente cercano consigli da altri e sono spesso indotti in errore.”

– Indicazione di Edward Bach

. . .

“Non c’è un essere umano più infelice di quello in cui nulla è abituale
tranne l’indecisione”

– William James

. . .

Cerato fa parte del gruppo Rimedi per coloro che soffrono d’incertezza “…è il solo dei 12 rimedi (i Guaritori, n.d.a.a.) che non cresce selvatico in Inghilterra ed è difficile da trovare anche come pianta coltivata.

Il Ceratostigma Willmottiana è un arbusto originario del Tibet, terra di saggezza, e quando si trova in piena fioritura la grande massa dei suoi fiori blu profondo quasi nasconde le piccole foglie ed i suoi gambi picchiettati di rosso. Bach scoprì Cerato nel giardino di un villaggio vicino al mare e fu così colpito dalla bellezza dei suoi fiori, che chiese il permesso di raccoglierli… scoprì quindi che Cerato era il rimedio giusto per coloro che hanno poca fiducia in sé stessi… era ormai la fine di settembre…” .
Cerato dunque, ottavo dei Dodici Guaritori, è una pianta messa a coltura in Inghilterra e proveniente dal Tibet, da cui fu importato grazie ad esploratori inglesi nel 1908 .

Caratteristiche della persona che si giova di Cerato

Questo soggetto annida un sentimento di sfiducia in sé stesso, da cui origina l’incertezza, del cui gruppo questo fiore fa parte.
Bach non indica la causa di tale sfiducia, bensì le sue conseguenze comportamentali: rinuncia a prendere proprie decisioni e costante richiesta di consigli agli altri.
Un ulteriore effetto è rappresentato dal recepire ed attuare consigli che inducono questi soggetti all’errore.
Cerato non si astiene dunque dall’agire, solo che, seguendo gli altri, più che sé stesso, sbaglia.
Tale stato d’animo e tale comportamento possono intersecare tutte le età della vita, anche se, nell’adolescente o nella personalità rimasta adolescente, sono più frequentemente riscontrabili.
Il rimedio è tipologico in quanto ogni circostanza di vita, di lavoro, di relazione affettiva, se permeata dalla sfiducia costitutiva di Cerato, può esserne l’occasione di manifestazione.
Frequentemente lo stato Cerato si palesa con note ipocondriache e con la richiesta pressante e ripetitiva di pareri medici.
La sfiducia in sé alimenta comportamenti ingenui, disposizione ad una facile suggestionabilità, ma soprattutto comportamenti superficiali ed insieme resistenti, “coriacei”, in analogia con la cheratinizzazione esterna di alcune parti della pianta.

Cerato nella relazione terapeuta-paziente

La caratteristica di smarrire il proprio centro ispiratore, di perdere la fiducia nei propri riferimenti interni, o di non averli mai posseduti, e la conseguente dipendenza dagli altri può caratterizzare la relazione con il terapeuta.
Egli può così divenire, agli occhi del paziente, il consigliere, il saggio, il padre etc…
D’altro canto, ai suoi occhi, il paziente può apparire infantile, immaturo, sciocco.
Il conflitto sicurezza/insicurezza, nel soggetto Cerato, è solo transitoriamente attenuato dalla ricerca del consiglio esterno.
In effetti la reiterazione del comportamento richiestivo, mai efficacemente sottoposto a critica, neanche di fronte a consigli rivelatisi clamorosamente sbagliati, suggerisce la debolezza di questa personalità e la sua cronica tendenza ad appoggiarsi agli altri.
Il terapeuta, irretito da tale dinamica, potrebbe, a sua volta, esibire comportamenti di controdipendenza iperprotettivi, paternalistici o viceversa aggressivi (Holly, Vine)
Anche egli così può necessitare di Cerato, quando, non riuscendo più a gestire i suoi dubbi, circa la correttezza della sua strategia terapeutica, disinveste dal suo operato, sfiducia le proprie scelte e cerca compulsivamente supervisioni e consigli da parte dei colleghi, svelando un’ evidente dipendenza dalla loro “autorità”.

Differenze ed associazioni con altri rimedi

L’incertezza di Cerato è sostenuta dall’insufficiente fiducia in sé stessi, mentre quella di Scleranthus si consuma in un interno oscillare tra alternative. La prima è connotata da un sentimento “centripeto”, la seconda da un dubbio ripetitivo e coattivo, “centrifugo”, cui la mente non può sottrarsi, e da un’incapacità/impossibilità a scegliere tra due opzioni.
Cerato non dissimula il suo stato interno e lo manifesta all’esterno in un comportamento contraddistinto da pressanti richieste di consigli. Scleranthus, viceversa, nasconde all’interno il conflitto, nato apparentemente all’esterno.
Cerato tuttavia non raggiunge la disperazione di Gorse, neanche lo scoraggiamento di Gentian e non può coltivare, per la sua interiore sfiducia, le ambizioni di Wild Oat.
A differenza di Hornbeam infine, evitando di attuare sue decisioni, non può sentire l’eventuale peso di scelte personali, ma scarica il fardello, magari lamentandosene poco dopo, su coloro che gli hanno fornito consigli fuorvianti.
Viene riferito da N.Weeks che Bach effettuò la prima preparazione di Cerato, insieme ai fiori di Centaury: “…(Bach) scoprì quindi che Cerato era il rimedio giusto per coloro che hanno poca fiducia in sé stessi e che Centaury era invece adatto a coloro la cui caratteristica più evidente è la debolezza…”(6).
Entrambi questi soggetti agiscono, adattandosi alle idee altrui.
Tuttavia mentre il comportamento di Cerato è determinato dalla sfiducia in sé, legato ad un’incertezza circa la propria identità, Centaury deve fare i conti con la sua debolezza. La spinta compensativa, quasi obbligata, di Centaury a servire gli altri deriva da una volontà troppo permeabile, proprio per la sua inconsistenza.
Centaury non chiede consigli, ma asseconda il prossimo, utilizzando l’unico comportamento di cui dispone, per soddisfare l’intima ed ineludibile necessità di essere accettato.
Invece la distinzione tra Cerato e Larch è basata sui fondamenti della sfiducia. Endogena ed autoalimentata in Cerato; fondata sul confronto con l’altro, e sempre a proprio svantaggio, in Larch.
Cerato agisce e sbaglia, Larch si astiene dall’azione per paura di fallire.
La sfiducia di Cerato è piuttosto nel “saper essere”, laddove quella di Larch è nel “saper fare”

Armonizzazione con il fiore cerato

Armonizzazione dello stato Cerato

Per prendere, sostenere e proteggere le proprie decisioni, cioè decisioni vissute come autentiche, è necessario possedere un’identità e fidarsi di sé.
Bisogna essere centrati ed avvertire quella pacata sicurezza che deriva, non dalla rimozione delle possibilità di errore né da una rigida ed acritica difesa delle proprie scelte, ma dalla percezione intera ed integra di sé stessi (wholeness), immersi nel movimento della vita, in un atteggiamento centrato sul Sé consapevole, e non rassegnato, abbandono ad essa (come nel “to surrender” dello yoga di Sri Aurobindo) .
Ad un livello più superficiale, il fiore armonizza anche l’aspetto di facile suggestionabilità, spesso presente in Cerato, come pure riduce il rischio di azioni sconsiderate che il soggetto Cerato può compiere, se suggerite da personalità che ritiene degne di credito.
I fiori celesti/azzurri di Cerato, con i sepali bruni cheatinizzati, favoriscono il superamento di indurimenti della personalità, che impediscono di sentire e riconoscersi nelle proprie caratteristiche interiori.
E’ questa “scorza” che impedisce di valorizzare le proprie intuizioni, generando quell’inevitabile sfiducia in sé.
Cerato scioglie quel rigido diaframma difensivo e, attraverso un “autorivelamento”, consente un allargamento di consapevolezza ed autoconoscenza.
Il soggetto, non sempre un adolescente, aiutato da Cerato non avrà più necessità di continuare nella situazione, tanto superficiale, quanto obbligata, del consiglio esteriore degli altri, ma potrà avvicinare la propria dimensione profonda, da cui scaturisce la vera autentica “saggezza” e l’unica fonte di autentica ispirazione.
In conclusione, Cerato favorisce l’inversione della direzione della ricerca mentale: non più dall’interno verso l’esterno, ma semmai dall’esterno verso l’interno, annullando ogni dispersione energetica.
Il fiore, attraverso una migliore autopercezione, riconoscimento e valorizzazione delle proprie risorse (empowerment), favorisce un’auto affidamento, attenuando prima, e dissolvendo poi, la necessità compensatoria di comportamenti stereotipi, eterocentrati e richiestivi.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

FLORITERAPIA DI BACH: CERATO ultima modifica: 2019-05-03T15:37:29+02:00 da Dott Michele Iannelli
Shares
Share This