Fiore di Bach Willow

 Salice

 Salix vitellina


“Per quelli che hanno sofferto avversità o sfortuna e le trovano difficili da accettare, senza lamentarsi o risentirsi, in quanto sono portati a giudicare la vita soprattutto dal successo che procura. Sentono che non hanno meritato di sostenere così grandi prove, che ciò sia ingiusto e si amareggiano.
Spesso provano meno interesse e sono meno attivi in quegli ambiti della vita di cui avevano in precedenza goduto.”

– Indicazione di Edward Bach

“Chi non è savio, paziente e forte, si lamenti
di sé, non della sorte”

– Proverbio

Willow è uno degli ultimi 19 rimedi scoperti da Edward Bach e appartiene al gruppo RIMEDI PER LO SCORAGGIAMENTO O LA DISPERAZIONE.
Bach individuò Willow tra l’aprile e l’agosto del 1935 e lo preparò con il metodo della bollitura.

Caratteristiche della persona che si giova di Willow

La descrizione che Bach fa dello stato Willow è fondamentalmente quella di un temperamento.
In effetti Willow manifesta uno stile comportamentale inconfondibile, innescato da uno specifico vissuto circa le avverse vicende della vita, sofferte in precedenza.
La modalità di affrontare gli eventi avversi del soggetto Willow è caratterizzata da risentimento, tendenza a recriminare e a commiserarsi; cioè, come indica il gesto dell’albero, a piangersi addosso con amarezza. Il fondamento di tale sofferente disposizione consiste nel ritenere ingiusto e ingiustificabile ogni ostacolo, che si frapponga al raggiungimento di un successo, quali che siano i contenuti di questo termine.
Tuttavia l’esigenza, che diviene obbligo, del “successo”, comporta che il valore delle azioni, il loro senso, venga in maniera univoca, identificato con il raggiungimento del risultato.
Da tale rigida identificazione derivano frustrazioni, rancori e, in momenti successivi, apatia ed anedonia.
Analogamente al portamento ricurvo, e rivolto verso il tronco, dei rami e delle foglie dell’albero, il rimedio Willow risuona con il ripiegamento su sé stessi e con la tendenza “autoriverberante” a considerarsi vittime di un destino tanto negativo quanto immeritato.
Si tratta di un carattere chiuso, che cova astio e avverte “amaro” il sapore della vita: un sapore”biliare”. Ricordiamo, a questo proposito, che “amarillo”, nella lingua spagnola, significa giallo, come giallo è il colore della bile, come “amaro” è il suo sapore e come giallo è il colore dei rami del salix vitellina, da cui proviene il fiore Willow.

Willow nella relazione terapeuta-paziente

L’amarezza del soggetto Willow, che tradisce spesso l’acredine nascosta, può “bruciare l’energia” e trasferire nel terapeuta negatività e apatia.
Un tale paziente è in grado di creare un clima di malcontento. Una cappa di malessere che il terapeuta sperimenta, non diverso da quello che i familiari di soggetti, in blocco Willow, possono provare.
Il terapeuta scivola, a sua volta, in uno stato Willow se, per le resistenze al cambiamento del suo paziente, che continua a commiserarsi, fino ad attribuire alla terapia la responsabilità del fallimento, comincia, a sua volta, a provare amarezza e livore verso il paziente.
Se il terapeuta non riesce a modulare i suoi sentimenti, può facilmente arrivare ad attribuire al suo stesso paziente la principale responsabilità del non progresso della terapia, ed a dolersene come un’avversità, analogamente e specularmente al sintomo del suo paziente!

Differenze e associazioni con altri rimedi

I tratti che distinguono Willow dagli altri fiori del gruppo, di cui fa parte, sono il rancore, l’amarezza, la lamentosità e la resistenza ad assumersi la responsabilità del proprio operato. Il fondamento del suo scoraggiamento o disperazione è ben diverso da quello di Larch, che è il sentimento di inferiorità, da quello di Pine, che è il sentimento di colpa, da quello di Elm, che è il conflitto tra responsabilità e inadeguatezza, da quello di Sweet Chestnut, che è l’angoscia estrema, da quello di Star of Bethlehem, che è un trauma non risolto, e da quello di Oak, che è l’autoobbligarsi verso rigidi doveri.
Willow prova compassione per sé stesso, come anche Chicory. Tuttavia, mentre Chicory ha difficoltà a donarsi, è richiestivo e pretende il possesso dell’oggetto d’amore, per Willow è difficile comprendere ed assumersi la responsabilità di sé stesso e dei propri atti. Chicory allestisce un’attesa colpevolizzante nei confronti dell’oggetto d’amore, Willow, in maniera più introversa, attenua le pretese esplicite e cova rancore, con l’amaro in bocca.
Chicory tende ad “intossicare” gli altri, Willow si “autointossica”.
Quando lo stato Willow si affianca al “sentirsi sfiduciato” per la ricorrenza di ostacoli o semplici ritardi, si può associare con Gentian, e quando il sentimento di “maltrattato dal destino”, che in Willow è più frequente di quello “maltrattato dagli altri”, si unisce alla rassegnazione ed all’esaurimento affettivo, si associa con Wild Rose.

Fiore Willow

Armonizzazione dello stato Willow

Il fiore Willow favorisce l’autoresponsabilizzazione della persona ed il superamento del pensiero/sentimento che l’unità di misura della vita sia solo il successo, ovvero che ogni esperienza abbia valore solo per il risultato che si consegue.
È vero che lo stato descritto da Bach si riferisce a persone che hanno sofferto ostacoli nella vita e che tendono a proiettare all’esterno la responsabilità di quanto patito.
Tuttavia, anche se tale modalità difensiva ed adattativa può rendere le frustrazioni più tollerabili, questa “soluzione” è apparente e conduce infine ad un appiattimento affettivo e ad un calo motivazionale.
Il fiore di un albero, il salice, che simbolizza sia la sterilità che la vitalità, facilita un atteggiamento di comprensione verso la vita, valorizzandola come dinamica, storia, come esperienza in quanto tale e non per i risultati da conseguire.
Willow rigenera così una personale responsabilità del proprio operato, riconducendola dall’esterno all’interno di sé, riattiva motivazioni e, attraverso l’abbandono del rancore e dell’amarezza, consente la scoperta, negli atti che si compiono, di un rinnovato piacere di vivere.
Il passaggio da attuarsi ha maggiori possibilità di esito positivo se segue le procedure di un Counseling Floriterapeutico e si associa alla NeuroRiflessoTerapia personalizzata.

N.B. Per usufruire di una spiegazione completa sulla NeuroRiflessoTerapia personalizzata si può consultare il sito www.neuroriflessoterapiaroma.it; per ricevere, inoltre, informazioni direttamente dal Dott. Michele Iannelli e parlare del proprio caso personale si può telefonare al 3386151031; lasciando un messaggio in segreteria telefonica si verrà ricontattati.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

WILLOW: IL FIORE DI BACH CHE AIUTA AD ASSUMERSI LA RESPONSABILITA’ DELLA PROPRIA ESISTENZA ultima modifica: 2021-03-16T12:12:52+01:00 da Dott Michele Iannelli
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