Fiore di Bach Pine

 Pino silvestre

 Pinus sylvestris


“Per coloro che s’incolpano. Anche quando hanno successo pensano che avrebbero potuto fare meglio e non sono mai soddisfatti dei propri sforzi, né dei risultati.
S’impegnano a fondo e soffrono molto per le mancanze che si autoattribuiscono.
A volte arrivano a rivendicare la responsabilità anche per errori commessi da altri.”

– Indicazione di Edward Bach

“Il senso di colpa è un fenomeno assurdo: non sono mai i colpevoli a soffrirne. Spesso sono le vittime a farsene carico, solo perché occorre che qualcuno se ne faccia carico.”

– Amélie Nothomb, scrittice belga

Pine è il fiore di un albero che fu scoperto da Bach nel corso del 1935 e fu preparato con il metodo della bollitura.

Caratteristiche della persona che si giova di Pine

Pine è inserito nel gruppo di fiori per lo scoraggiamento o la disperazione.
È il rimedio per il senso di colpa, per chi si biasima, si autoaccusa, si autocritica.
Per chi non può trovare piacere né gioia in ciò che fa e, più in generale, nell’esistenza.
Ogni impegno nella vita diventa arduo, in quanto corrisponde ad un dovere autoimposto, per espiare quella colpa.
Tale colpa talora si allarga e questo soggetto si assume responsabilità che non gli competono.
Per chi si trova in stato Pine, la sofferenza appare giusta, costituendo l’autolesionismo il sistema di difesa scelto.
Una persona che, in età infantile, ha avvertito una profonda carenza d’amore, necessita di dare una motivazione a quella sofferenza e può, in maniera più o meno conscia, attribuire la causa di quella mancanza ai propri difetti.
Un individuo così “sbagliato”, da non meritare neanche le cure materne,
lavorerà duramente in vita , per espiare la colpa e per conquistare un amore di cui tuttavia non si sentirà mai degno, pena lo smantellamento di un collaudato castello difensivo.
Il lavoro pertanto non potrà mai fornire soddisfazioni autentiche, sarà sempre compensatorio e varrà piuttosto come anestetico.
Pine demolisce ogni forma di autoaffermazione, convive con un’infelicità di fondo, essendosi abituato ad un’immagine negativa di sé e non è in grado di donarsi, ma solo di autopunirsi.
Il prezzo da pagare per il diritto di vivere è soffocare ogni desiderio o richiesta che possa portare problemi agli altri e soprattutto l’ annullamento della gioia.
Sovente in questo stato la propria vicenda esistenziale viene misconosciuta o celata sotto la cappa dell’imperdonabilità e del non diritto al piacere: ciò può produrre profondo ed inspiegabile abbattimento (Mustard), rassegnazione (Wild Rose, pensieri ossessivi (White Chestnut) etc…

Pine nella relazione terapeuta-paziente

Pine appare spesso chiuso nel suo sentimento e nella sua logica, con la profonda convinzione che la vita, come unipolare sofferenza, sia meritata e non modificabile.
Egli tende a oscillare tra giudizi autorimproveranti e l’ossessiva necessità di continuare nel suo stile di vita, non ammette altre possibilità e non si aspetta nulla, neanche dal terapeuta.
Così può tessere una rete che avvolge e ingabbia il setting.

Differenze ed associazioni con altri rimedi

Il sentimento dominante in Pine è la colpa, mentre in Crab Apple è la vergogna. Può accadere che la colpa si trasformi o si accompagni alla vergogna.
Entrambi i rimedi si autoaccusano: in Crab Apple per qualcosa di poco pulito che va comunque eliminato.
In Pine, la colpa risultante non va invece eliminata, in quanto verrebbe meno l’espiazione, che sola consente il diritto di vivere.
Infine l’implicita (o esplicita) autodisistima di Pine ben si distingue da quella di Larch, in quanto quest’ultima non è legata alla colpa.
Centaury si carica di lavoro più del necessario, destinatari gli altri, ma non lo fa per riparazione, piuttosto per assecondare e non perdere l’amore di chi gli è accanto.
Diversamente Pine non agisce per ottenere amore.
Non dà e non chiede nulla, serrato nella sua colpa.
Pine, in quel ”rivendicare la responsabilità per errori commessi da altri”, giustifica le deprivazioni che si autoinduce e non reagisce, mentre Holly, che pure non avverte (e non dà) amore, esprime ogni sorta di rabbia per le vessazioni di cui si sente vittima.


Armonizzazione dello stato Pine

Pine è il fiore dell’autoperdono per colpe che non sono state mai commesse, ma che il paziente si attribuisce e per le quali ha trasformato sé stesso in un’ agente di risarcimento.
Per il superamento dello stato bloccato, Pine favorisce la pacificazione con la propria storia esistenziale, la risoluzione di proprie presunte mancanze e quindi la fine di quell’abnorme sistema di compensazione, per il quale la vita non è altro che un’ espiazione.
Nel paziente si attenuerà, fino a scomparire, quel sentimento, di dover meritare l’amore dell’altro, amore peraltro mai raggiungibile perché contaminato indelebilmente dalla colpa.
Su questo cammino vi è necessità di ordinare e di ricomporre l’esperienza affettiva presente e passata.
Esperienze in cui una relazione sana non può che basarsi su un autentico scambio, libero da ogni colpa, autopunizione o dimostrazione, in cui ciascuno, a turno, si fa indietro per lasciare spazio all’altro, accettando sé stesso e l’altro.
Un cambiamento liberatorio radicale che ha ottime opportunità di avvenire realmente se si affida all’iter di un serio Counseling Floriterapeutico che completandosi con la NeuroRiflessoTerapia personalizzata costituisce un autentico Counseling Olistico Umanistico.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

PINE: LA FLORITERAPIA CHE TRAGHETTA DAL SENSO DI COLPA AL SENSO DI RESPONSABILITA’ ultima modifica: 2020-08-07T12:05:51+02:00 da Dott Michele Iannelli
Shares
Share This