Fiore di Bach Oak

 Quercia

 Quercus robur


“Per coloro che lottano e si battono energicamente per guarire o per i loro impegni quotidiani. Continuano a provare una cosa dopo l’altra, sebbene il loro caso possa sembrare senza speranza.
Continueranno a battersi. Sono scontenti di se stessi se una malattia interferisce con i loro doveri o nell’aiutare gli altri.
Sono persone coraggiose, che fronteggiano grandi difficoltà, senza perdere speranza, né rinunciare allo sforzo”

– Indicazione di Edward Bach

“La caparbietà e la testardaggine ti porteranno lontano, o ti impediranno di andare oltre”

– Silvana Stremiz, scrittrice italo-canadese

Il Floriterapico Oak fu preparato nel maggio del 1933 e poi inserito nel gruppo dei Rimedi per lo scoraggiamento e la disperazione.

Caratteristiche della persona che si giova di Oak

Questa tipologia di persone ha bisogno di Oak poiché vi è un eccesso di zelo che può essere molto pericoloso per la loro salute. Essendo, come dice, Edward Bach “scontenti di se stessi se una malattia interferisce con i loro doveri o nell’aiutare gli altri”, non permettono il fisiologico decorso del loro stato patologico e, dunque, spesso, abusano di analgesici, antinfiammatori e antibiotici, pur di non interrompere le loro attività. Tendono, inoltre, per lo stesso motivo, a non effettuare indagini diagnostiche e ciò, insieme alla soppressione farmacologica dei sintomi, può determinare gravi conseguenze sul loro benessere.

Oak nella relazione terapeuta-paziente

Queste persone, essendo contraddistinte dalla tendenza a entrare in conflitto con tutto ciò che è da loro considerato come un’occasione che impedisce di far fronte ai propri impegni percepiti come doveri assoluti, tenderanno a non seguire, o a farlo con estrema difficoltà, le indicazioni del medico. Le buone norme di salute, il non abuso di farmaci allopatici e un’assidua terapia naturale potranno essere considerate, da loro, come perdite di tempo.

Differenze e associazioni con altri rimedi

Il rimedio è talmente caratterizzato che non occorre far risaltare le differenze con gli altri. Una delle possibili associazioni è con Chicory e/o Vervain e/o Vine che sono indicati per l’iperattivismo delle persone contrassegnate da una “preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri”.

Armonizzazione dello stato relativo ad Oak

Il paziente, per armonizzarsi, è opportuno che consapevolizzi ed elabori, tramite l’assunzione di Oak, i motivi profondi e quelli più manifesti che lo portano a non accettare la fisiologica fragilità dell’essere umano; sarà aiutato, così, a percepire con maggiore attenzione e dare valore e significato ai segnali del corpo, della mente e dell’anima non considerando, perciò, le fasi di terapia e convalescenza come una perdita di tempo da evitare a ogni costo. Un cambiamento liberatorio e radicale che ha ottime possibilità di avvenire se si affida all’iter di un responsabile Counseling Floriterapeutico eventualmente inserito nella NeuroRiflessoTerapia personalizzata.

Due esempi di persone che corrispondono al rimedio Oak.

GIOVANNA
Giovanna è una dirigente di un ente parastatale; non ha mai conosciuto il padre; ha vissuto una fanciullezza e una adolescenza poverissime, sia da un punto di vista economico che affettivo. La madre ha dovuto sempre lavorare duro e non si è mai perdonata di essere stata “sedotta e abbandonata”. Giovanna per molti anni, in collegio, è stata oggetto di atteggiamenti aggressivi. Dopo il liceo si è iscritta all’università e, da quel momento, studiando e lavorando contemporaneamente, ha impostato la vita su una spasmodica ricerca di rivincita e di riscatto morale e sociale. Riesce a superare brillantemente un concorso e inizia la sua carriera integerrima e infaticabile che la porta a essere in pochi anni una dirigente. La sua chiusura e aggressività le impediscono di costruire validi rapporti d’amicizia e d’amore peraltro da lei, apparentemente, non ricercati.
All’età di circa 40 anni, per alcuni mesi, sopprime, con farmaci allopatici di sintesi, dolori addominali e lombari pur di non mancare mai al lavoro. Fino a che, ricoverata d’urgenza, le viene diagnosticato un grave empiema della colecisti.
ALDO
Aldo è il direttore sanitario di una clinica privata di cui è, in parte, proprietario come socio di maggioranza. Ha 55 anni ed è una persona che si impegna allo spasimo nel lavoro, sia per interesse che per passione. È molto temuto dai suoi dipendenti e collaboratori per la sua intransigente severità. Da circa un mese, assume due compresse di Nimesulide per una insistente cefalea. Mentre sta camminando in un corridoio della clinica, con il suo solito cipiglio e la sua tipica decisione, si ferma improvvisamente e cade a terra rigido come un tronco d’albero. Si salva da un esito infausto solo perché viene immediatamente ed efficacemente soccorso in clinica; la diagnosi è coagulazione intravascolare disseminata.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

OAK, LA FLORITERAPIA PER IL SENSO DEL DOVERE CHE FA AMMALARE ultima modifica: 2021-01-22T10:33:08+01:00 da Dott Michele Iannelli
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