Fiore di Wild Rose

 Rosa Selvatica

 Rosa Canina

“Coloro che, senza una ragione apparentemente sufficiente, si rassegnano a tutto ciò che accade e scivolano nella vita, prendendola come viene, senza nessun sforzo per migliorare le cose e trovare qualche gioia. Hanno rinunciato senza lamentarsi alla lotta per la vita.”

– Indicazione di Edward Bach

“La rassegnazione è un suicidio quotidiano.”

– Honoré de Balzac

Wild Rose fa parte del gruppo dei rimedi per coloro che non sentono sufficiente interesse per il presente.
Wild Rose è individuato da Bach nell’ultimo periodo della sua vita.

Caratteristiche della persona che si giova di Wild Rose

Le persone per cui Bach indica Wild Rose sono individui che sono rassegnati, silenziosamente rinunciatari. Poiché tendono a non lamentarsi di ciò, la loro sofferenza è riconoscibile tramite l’atteggiamento dimesso, lo sguardo che può essere triste, remissivo, sofferente, a volte perso nel vuoto. Bach specifica che ciò succede “senza una ragione apparentemente sufficiente”; occorre dunque cercare nell’inconscio le ragioni sottese di questa apatia. Forse queste persone, da sempre, hanno sperimentato delusione e dolore per una carenza di ascolto; un clima familiare a sua volta apatico, rassegnato, sfiduciato e depotenziato ha installato in loro il virus della impotenza.
È da segnalare, nell’ambito della drammaturgia, come esempio perfetto di stato Wild Rose, il personaggio di “Sesella”. Ella è protagonista della commedia “Quaranta ma non li dimostra” del grande commediografo ed attore napoletano Peppino De Filippo. Sesella è una dimessa, laboriosa, devota, umile e rassegnata donna quarantenne che vive con il padre vedovo e le tre sorelle più giovani. Lei è una Wild Rose, le sue sorelle tre rose coltivate per essere belle, leggere e capricciose. Un equivoco trasformerà Sesella repentinamente in una Rosa; ma, chiarito l’equivoco, Sesella ritornerà, malinconicamente, al suo rassegnato ruolo di Wild Rose. L’esperienza, nata da quel malinteso, non provoca in lei una reale e possibile trasformazione derivante dalla presa di coscienza della sua condizione, anzi, la cocente delusione sarà per lei la conferma della ineluttabilità di un “destino”.

Wild Rose nella relazione terapeuta-paziente

Sarà compito del terapeuta operare con maestria e delicatezza, per interagire efficacemente con persone di questo tipo. Sarà sempre opportuno accogliere la rassegnazione del paziente che a volte “fa a pugni” con il “furor sanandi” di qualche terapeuta. Sarà suo obiettivo far emergere, con pazienza, le ragioni profonde della rassegnazione e dell’apatia.

Differenze ed associazioni con altri rimedi

Occorre distinguere e/o eventualmente associare Wild Rose a Sweet Chestnut che si prescrive in caso di angoscia tanto grande da sembrare insopportabile; Elm: che si prescrive in caso di periodi di depressione quando si sente che l’impresa in cui ci si è impegnati è troppo difficile al di là del potere dell’essere umano; Gentian utile nei casi di scoraggiamento, dubbio, demoralizzazione; Gorse adatto in caso grande disperazione (per esempio a causa di uno stato di malattia); Mustard che è indicato in caso malinconia e/o disperazione in cui potrebbe non essere possibile dare una ragione o una spiegazione, Hornbeam che è per coloro che sentono di non avere forza sufficiente,mentalmente o fisicamente; Olive per coloro che hanno molto sofferto mentalmente o fisicamente e sono così esausti ed abbattuti, che sentono di non possedere più energia per fare il benché minimo sforzo.

Armonizzazione dello stato Wild Rose

Le persone in stato Wild Rose possono e devono riappropriarsi della gioia della lotta, del gusto della conquista; possono e devono raggiungere la consapevolezza di avere diritto ai desideri, alle speranze, ai progetti e alle volontà più autentiche.

Clinica

Mirellina è una donna di 45 anni, è affetta da “insufficienza mentale” di livello tale da poter svolgere un lavoro in un ufficio statale e di vivere da sola ormai da circa due anni. La paziente è affetta da “assenze”, di origine epilettiche, dall’età di nove anni è sottoposta ad una importante terapia anticomiziale.
Si presenta come una persona grigia, triste, amorfa, preoccupata ed aggravata dai pensieri relativi ad una neoplasia maligna al seno, sulla quale si è intervenuto, circa un anno prima, con un intervento chirurgico e chemioterapia. Questa paziente, sin dall’infanzia, si è rassegnata a seguire pedissequamente solo quello che le indicavano i genitori ed altre figure di riferimento. Allo stato attuale soffre per non essere in grado di trovare un’autonoma strada per poter passare il tempo libero in un modo più gradevole, e per avere qualche valido rapporto sociale, oltre quello familiare. A seguito di un lavoro paziente, faticosissimo e graduale Mirellina riesce a conquistare un piccolo, ma importante patrimonio di autoascolto e di attivazione di risorse che le permette di ampliare, in un modo per lei molto significativo, gli orizzonti degli interessi e a praticare una esistenza più ricca di scambi sociali ed affettivi.
Un ruolo importante in questo iter lo svolge Wild Rose assieme a Larch, Gorse, Gentian, Cerato, Chestnut Bud, Pine, Clematis prescritti in svariate sequenze e associazioni.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

FLORITERAPIA DI BACH: WILD ROSE ultima modifica: 2019-09-06T10:50:08+02:00 da Dott Michele Iannelli
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