Definizione di ipotiroidismo
L’ipotiroidismo è uno stato patologico caratterizzato da una diminuita funzionalità della tiroide.
Una molteplicità di fattori può far si che la tiroide produca una quota di ormoni non sufficiente a coprire il fabbisogno della persona.
 La riduzione della concentrazione dell’ormone tiroideo produce un rallentamento di tutti i processi fisiologici dell’essere umano. 
L’ipotiroidismo è il più diffuso mal funzionamento della tiroide; si manifesta più spesso nelle donne, la sua frequenza aumenta con l’avanzare dell’età; infatti, colpisce il 15% delle ultrasettantenni.

Aspetti psicologici ed esistenziali dell’ipotiroidismo

È imprescindibile che un medico che si proponga di prendersi cura dei suoi pazienti in modo globale abbia presente le questioni tiroidee e se ne occupi efficacemente.
Le patologie a carico della tiroide vanno inquadrate nell’ambito della complessità PsicoNeuroEndocrinoImmunologica della persona. Spesso sono, anche e in buona parte, derivanti da stati esistenziali insoddisfacenti e da somatizzazioni di strategie di sopravvivenza, di meccanismi di difesa, di dogmi sociali e individuali e di traumi psicologici. Le condizioni emotive sfavorevoli prodotte dai malfunzionamenti tiroidei possono, aggravando a loro volta le condizioni psichiche sfavorevoli, creare un circolo vizioso che sfocia in una condizione di distress. Una carente attività tiroidea può, infatti, determinare scarsa concentrazione, apatia psicofisica, diminuzione della capacità di apprendimento e memorizzazione e depressione. Occorre, infine, tener presente che le direzioni che portano al malessere o viceversa alla salute sono, certamente e in primo luogo psico-somatiche, ma anche somato-psichiche.
L’ipotiroidismo può rappresentare la manifestazione di un forte disagio relativo a uno stile di vita ormai da molto tempo non congruo con i più profondi e autentici desideri, aspirazioni, bisogni e volontà della persona.
La somatizzazione viene in soccorso a e in supplenza di una mancanza di consapevolezza e di coraggio della persona; ciò che non si riesce a comunicare a se stessi e agli altri attraverso il linguaggio e l’azione consapevole lo si fa attraverso il corpo con sintomi significativi: staticità, ristagno dell’energia vitale, aumento di peso, stanchezza, lentezza nel linguaggio, apatia, difficoltà di concentrazione, astenia, passività, resa e atteggiamento rinunciatario. L’ipotiroideo, spesso ha timore di non essere meritevole della considerazione e dell’amore degli altri, può assumere un atteggiamento punitivo, colpevolizzante e svalutante verso se stesso; spesso ciò è dovuto a un’infanzia e adolescenza vissuta in un contesto familiare rigido, eccessivamente severo, poco empatico e accogliente.

Diagnosi di ipotiroidismo: il ruolo fondamentale del Mineralogramma

La diagnosi dell’ipotiroidismo deve sempre partire da un’accurata raccolta della storia della persona: la cosi detta anamnesi.
Questo primo passo, non solo è molto utile per inquadrare la persona nella sua globalità ma anche per indirizzare verso il sospetto di una possibile carenza di funzionalità della tiroide.
Oltre alle analisi di laboratorio e all’ecografia abbiamo a disposizione un importante esame per individuare condizioni di ipotiroidismo: il mineralogramma cioè, l’analisi minerale dei capelli che fornisce un’attendibile valutazione dei livelli di 21 minerali e metalli tossici nelle cellule e negli spazi intercellulari relativa agli ultimi tre mesi. Ciò la differenzia notevolmente da una semplice analisi del sangue. I capelli, infatti, essendo una finestra nelle cellule, costituiscono un eccellente materiale di biopsia e forniscono dati preziosi sul metabolismo cellulare.
L’analisi del sangue, infatti, rispecchia solo il valore degli ormoni tiroidei in circolazione, ma non il loro concreto effetto sulle cellule.
 Gli ormoni tiroidei, infatti, potrebbero essere presenti in quantità normale nel sangue, ma non essere in grado di svolgere, effettivamente, la loro funzione a causa di una carenza di fattori attivanti e/o l’interferenza di fattori bloccanti.
Sia la carenza di fattori attivanti che l’interferenza di fattori bloccanti può essere individuata e curata grazie alle numerosissime indicazioni fornite dal mineralogramma.

Personalizzazione della terapia olistica e naturale dell’ipotiroidismo attraverso il mineralogramma

Le preziose informazioni ottenute dal mineralogramma permettono, infine, di mettere a punto una cura personalizzata a base di integratori e supplementi nutrizionali, di Omeopatici Omotossicologici, di Fitoterapici e di Fiori di Bach, di Psicoprobiotici e di rimedi della Terapia fisiologica di regolazione la quale non solo avrà effetti terapeutici sull’ipotiroidismo ma anche sulla persona nel suo complesso.
Nel seguente paragrafo si metterà la lente d’ingrandimento sul virtuosissimo uso della Omeopatia Omotossicologica e della Terapia Fisiologica di Regolazione.

Gli straordinari vantaggi del trattamento dell’ipotiroidismo con l’Omeopatia Omotossicologia e la Terapia Fisiologica di Regolazione

Una terapia globale bio-logica presenta straordinarie prerogative e, quindi, notevoli giovamenti rispetto alla convenzionale terapia sostitutiva che è, generalmente, da considerare semplicistica e sconsigliabile. La terapia sostitutiva consiste, infatti, nella banale, limitata e dannosa somministrazione di levotiroxina sodica cioè l’ormone tiroideo di sintesi T4 che viene convertito in T 3.
La terapia sostitutiva, dunque, fornisce continuamente gli ormoni che la tiroide non riesce a produrre; la ghiandola così si impigrisce e diminuisce, sempre di più, la possibilità di riacquistare la propria fisiologica attività.
Contemporaneamente, l’eventuale l’azione degli anticorpi, su cui la terapia sostitutiva non produce nessun effetto terapeutico, destruttura e annienta con passo lento e continuo la tiroide. L’azione combinata e parallela di queste due evenienze porta a una totale inabilitazione della tiroide a produrre ormoni in modo naturale.
Il paziente, inoltre, gradualmente si assuefa’ alla terapia sostitutiva per cui è necessario aumentare continuamente il dosaggio. A questo punto si arriva inesorabilmente a una grave situazione a causa del fatto che a un certo dosaggio, variabile da persona a persona, si manifestano gravi effetti collaterali indesiderati quali tachicardia, irritabilità, insonnia, algie muscolari diffuse e ipertensione.
Ci si immette, così, in un binario morto, alla fine del quale la persona avrebbe bisogno di una maggiore quantità di ormoni tiroidei; ciò, però, non è possibile pena l’insorgenza degli effetti collaterali marcatamente negativi di cui sopra; ecco, dunque, che il paziente ritorna a un ipotiroidismo scompensato e si ritrova con una tiroide completamente incapace di produrre ormoni.
L’Omeopatia Omotossicologica e la Terapia Fisiologica di Regolazione, al contrario, hanno una funzione molto virtuosa nella cura dell’ipotiroidismo che, come già detto, è, spesso, causato anche da meccanismi autoimmunitari.
L’Omeopatia Omotossicologica, offre una vastità di possibilità terapeutiche che permettono di

  • disintossicare e drenare l’intero corpo e la tiroide dalla possibile l’interferenza di fattori bloccanti.
  • stimolare attraverso rimedi compositi e organo terapici l’intero asse PsicoNeuroEndocrinoImmunologico e, più selettivamente, la tiroide.
  • di stimolare la funzione metabolica cellulare.

La Terapia Fisiologica di Regolazione attraverso gli ormoni tiroidei T3 e T4 diluiti omeopaticamente alla D6 svolge un’azione stimolante sulla tiroide; mentre attraverso le citochine (messaggere del sistema immunitario), anch’esse diluite omeopaticamente, si realizza una terapia che conduce a una reale risoluzione dell’eventuale processo autoimmune causa della tiroidite.
L’Omeopatia Omotossicologica e la Terapia Fisiologica di Regolazione producono, dunque, concreti e risolutivi risultati che possono essere monitorati, valutati e certificati attraverso gli stessi esami clinici (Mineralogramma, analisi di laboratorio ed ecografia) utilizzati per formulare la diagnosi.
Queste due terapie non ingenerano effetti collaterali negativi, devono essere effettuate solo fino a quando la situazione non si normalizza, sono compatibili e sinergiche con le altre cure naturali e olistiche Si può, dunque, affermare che l’Omeopatia Omotossicologica e la Terapia Fisiologica di Regolazione, nelle condizioni patologiche della tiroide e delle altre ghiandole endocrine, rappresentano possibilità vincenti in quanto realmente risolutive e innocue.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

OMEOPATIA OMOTOSSICOLOGIA E TERAPIA FISIOLOGICA DI REGOLAZIONE NEL TRATTAMENTO DELL’IPOTIROIDISMO ultima modifica: 2019-05-10T11:59:39+01:00 da Dott Michele Iannelli
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