La crisi della scuola italiana

La crisi della scuola italiana è oggi una delle principali fonti di distress per la famiglia.
L’insegnamento appare, infatti, eccessivamente nozionistico e astratto. Un’impostazione priva di fascino, fredda e noiosa è vissuta dagli studenti, angosciati dal voto, come ostile e lontana dai loro veri interessi. Lo squilibrio che si origina da oscillazioni bipolari, tra autoritarismo repressivo e anarchia falsamente libertaria, rende la scuola un contenitore caotico. L’eccessiva e massificata attività non rispetta le peculiarità individuali.
Un modello possibile e diverso da questo fallimento didattico è rappresentato dalla PEDAGOGIA delle SCUOLE STEINERIANE.

Chi era Rudolf Steiner

RUDOLF STEINER, è stato il fondatore dell’antroposofia; di origine austriaca, nacque, nel 1861, nell’attuale Croazia; morì nel 1925 a Dornach, una cittadina svizzera dove fece erigere il Goetheanum che, a tutt’oggi, è il punto di riferimento mondiale dell’antroposofia.
L’antroposofia può, in buona sostanza, essere definita, un punto di vista filosofico che si pone l’obiettivo di studiare, con metodo scientifico, la complessità sia della realtà materiale che di quella spirituale.
Rudolf Steiner, in coerenza con l’impostazione olistica dell’antroposofia, ha approfondito e arricchito con le sue intuizioni un’impressionante molteplicità di campi della sapere: la sociologia, la musica, l’antropologia, l’agricoltura, la medicina, l’economia, la politica, il teatro, l’arte del movimento, la pedagogia etc.

La Pedagogia Steineriana

La Pedagogia Steineriana, a distanza di un secolo dalla sua fondazione, trova, ancora e sempre di più, una sua concreta e fruttuosa attuazione in numerosissime scuole presenti in ottanta Nazioni, compresa l’Italia. Queste scuole, infatti, applicano un sistema che, pur rifacendosi ai dettami fondanti del suo Maestro, ha sempre dimostrato una duttilità in grado di saper rispondere ai contesti del presente.
Nella Scuola Steineriana il bambino viene considerato non come un contenitore vuoto da riempire di nozioni, ma come una individualità unica e irripetibile venuta al mondo con un bagaglio di talenti che devono emergere; ciò in piena corrispondenza con il significato originale della parola educare cioè e/ducere-condurre fuori.
Il bambino e l’adolescente è osservato con rispetto e attenzione; tenendo in massimo conto il suo temperamento e la sua costituzione è accompagnato attraverso le significative trasformazioni della sua crescita; l’obiettivo è arrivare a uno sviluppo armonico di tutte le sue facoltà (il volere, il sentire e il pensare), ognuna delle quali si manifesta in una diversa fase di crescita.
Nessun bambino è un bambino qualunque e nessun bambino dovrà diventare in uomo qualunque. Occorre, quindi, che questo seme (sin dal momento stesso del concepimento) venga accolto in un terreno che gli permetta, come afferma il pediatra e psicoanalista Donald Winnicot, “di realizzare il suo sviluppo personale in conformità con le sue tendenze innate”, di “essere e liberare sé stesso” come direbbe Edward Bachil creatore della Floriterapia, di ricercare e trovare “il significato della propria esistenza” come ci indica lo psichiatra, filosofo e psicoterapeuta viennese Victor Frankl fondatore della Analisi esistenziale.
Le Scuole Steineriane, pongono, ovviamente, grande attenzione al rapporto tra insegnante e allievo; l’esperienza pedagogica e clinica, infatti, mette in evidenza quanto la fluidità e il calore di questo relazione sia un fattore propulsivo per la serenità e l’apprendimento dello studente.

La funzione sociale delle scuole Steineriana

L’Umanità per evolvere deve sviluppare individualmente e come collettivo senso di responsabilità, creatività, adattabilità, capacità di giudizio e di decisione. Sono auspicabili, dunque, persone valenti sia per dinamismo individuale quanto per sensibilità sociale.
C’è bisogno della capacità degli individui, della collettività e delle istituzioni di conferire a se stessi il potere, il diritto e la responsabilità di adoperarsi, per creare condizioni benefiche per il proprio benessere che non può prescindere da quello degli altri. Ciò vuol dire ricercare, riconoscere e attivare le proprie risorse, come pure quelle provenienti dall’ambiente esterno, scegliendo in prima persona e non delegando ad altri.
Le Scuole Steineriane sembrano essere quelle più idonee a svolgere questa funzione sociale in quanto insegnano a vivere insieme, a conoscere, a fare, a far conoscere ma soprattutto a saper essere.

Foto Rudolf Steiner (Wikipedia)

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

LA SCUOLA STEINERIANA: UNA PEDAGOGIA FONTE DI SALUTE ultima modifica: 2019-10-29T11:23:40+01:00 da Dott Michele Iannelli
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