“Prendersi cura di sé, vuol dire assumersi la responsabilità della propria esistenza”

– Dott. Michele Iannelli

La Floriterapia e le concezioni del suo artefice Edward Bach sono da annoverare tra i più validi testimoni del modello olistico e bio-psico-sociale relativo alla promozione della salute.

Le più aggiornate conoscenze scientifiche avvalorano ampiamente ciò che le Medicine Tradizionali sostengono da millenni; steccati e dogmi, scaturiti da concezioni limitate e coartate, sono oggi messe opportunamente in discussione.
Si diffonde tumultuosamente, nell’ambito della salute, l’esigenza di una transizione da un paradigma meccanicistico e riduzionistico, di derivazione ottocentesca, e finora dominante l’ambito bio-medico occidentale, a uno olistico e bio-psico–sociale, basato su un approccio sistemico. Per maggiore chiarezza, precisiamo di riferirci al concetto di paradigma come è stato formulato dal filosofo e storico della scienza Thomas S. Kuhn.
Il paradigma è definito come una costellazione che comprende globalmente leggi, teorie, applicazioni e strumenti. Esso fornisce un modello di comprensione dei fenomeni che dà origine ad una particolare tradizione di ricerca scientifica, dotata di una sua coerenza.
L’attuale orientamento olistico trova la sua spinta propulsiva nell’esperienza e nei bisogni degli addetti ai lavori e di altri settori della società.
Esso è recepito e sostenuto dalle risoluzioni della Organizzazione Mondiale della Sanità, come riportato nella “Carta di Ottawa” per la Promozione della Salute, stilata nel 1986, da delegati provenienti da tutto il mondo.

Altre importanti testimonianze di questa tendenza sono la definizione di Medicina Integrata, di Empowerment e di Salutogenesi:

La Medicina Integrata è un tipo di medicina che riafferma l’importanza della relazione tra medico e paziente, prende in considerazione la persona nella sua interezza, è inspirata “by evidence”, e fa uso di tutti gli appropriati approcci terapeutici, le cure professionali e discipline per ottenere un’ottimale salute e guarigione”.
(CAHCIM – Consortium of Academic Health Centers for Integrative Medicine)

L’Empowerment alla Salutogenesi, ossia ai fattori di promozione della salute, è: “Il processo attraverso il quale gli individui sono messi in condizione di esercitare il controllo sulla propria salute e sulle sue determinanti e in tal modo migliorare il proprio stato di salute”.
(The Bangkok Charter for Health Promotion in a Globalized World, WHO 2006).

Una visione dell’uomo più realistica e ampia

È in atto dunque un poderoso sforzo di affermare una visione dell’uomo più realistica e ampia.
Si delineano e si precisano le intime connessioni tra gli aspetti psicologici, neurologici, endocrini, immunitari e somatici, al punto tale che non è più sostenibile la loro separazione. Studi di neurobiologia e di neurofisiologia hanno ormai evidenziato che cellule, un tempo classificate come nervose, svolgono anche funzioni endocrine e viceversa.
L’essere umano non è quindi paragonabile ad una macchina costituita da vari pezzi assemblati e separabili gli uni dagli altri, né a livello di apparati, né a livello cellulare.
Come hanno sempre insegnato le Medicine Tradizionali Olistiche, la persona è esclusivamente considerabile nella sua globalità e interezza: essa è infatti un “holos” (parola greca traducibile con i termini di “sistema globale”, da cui la denominazione di “medicina olistica”, assegnata alla medicina che pone l’uomo, parte e non ospite del mondo naturale e sociale, al centro). L’individuo è un sistema costituito da un’immensa quantità di variabili e di fattori; essi interagiscono tra loro attraverso una modalità reticolare, costituita da una miriade di reciproche e multiple interconnessioni. Tutto il sistema si regola grazie a retroazioni (feed back) e condizionamenti che non avvengono in sequenza gerarchica, bensì in modo diffuso e multidirezionale.
L’uomo è un sistema estremamente complesso, non solo per quanto appena detto, ma anche perché è dinamico, plastico, ed evolutivo.
È “dinamico” poiché, assimilabile al fluire di un fiume, cambia il suo stato ininterrottamente.
Infatti non solo ha la necessità di adattarsi “plasticamente” a situazioni interne e al sistema esterno (l’universo che lo circonda), ma tende anche ad “evolvere” in termini di complessità crescente, ampliando l’autoconsapevolezza.
Il sistema uomo per costituire, mantenere e promuovere la sua organizzazione, in altre parole per vivere, ma soprattutto, per vivere bene, deve far fronte ad una generale tendenza al disordine dell’universo.
Ciò rende indispensabile per l’uomo, sistema aperto, lo svolgimento di un continuo lavoro organizzativo e d’incessanti scambi, all’interno del sistema stesso e con l’ambiente esterno, di materia, energia, e informazione.
Inoltre le relazioni con i propri simili sono caratterizzate da intensa significatività, sia in termini qualitativi, sia quantitativi e ciò attribuisce all’uomo la qualifica di “animale sociale” per eccellenza e quindi di sistema aperto per eccellenza.
Peculiarità umana è poi la spiccata tendenza ad autorganizzarsi e ad elaborare le informazioni con stile e modalità personali e adattabili, pertanto imprevedibili e non predeterminate.
Ogni persona è un’entità organizzata, con caratteristiche specifiche e originali, sin dal momento del concepimento e durante tutta la sua esistenza.

Cura globale e personalizzata del paziente

La logica e ragionevole conseguenza di quanto detto si sostanzia in un modo virtuoso di intendere la terapia: l’assoluta personalizzazione del percorso di cura.
Tale percorso infatti non pone l’attenzione sul concetto tanto astratto, quanto formale e irreale di “malattia”, ma sul vero oggetto/soggetto che è l’uomo malato, nella sua unicità a disagio, sofferente o che ambisce “semplicemente” ad una più compiuta e soddisfacente realizzazione di sé.
La salute e il benessere, non sono dunque riduttivamente identificabili con l’”assenza di malattia” ma consistono, come già detto, nel compimento di un iter esistenziale, caratterizzato dall’individuazione/attuazione di se stessi, attraverso un’evoluzione biologica, cognitiva, affettiva, relazionale e spirituale.
Fritjof Capra sottolinea che la Teoria Generale dei Sistemi, si “fonda sulla consapevolezza della fondamentale interdipendenza fra tutti i fenomeni fisici, biologici, psicologici, sociali e culturali”: tutto è collegato con tutto, ogni azione è contemporaneamente causa ed effetto.
La Medicina Tradizionale Cinese (olistica per eccellenza) afferma che l’uomo è un microcosmo inscindibilmente connesso con il macrocosmo; ogni aspetto dell’esistenza della persona, come qualsiasi elemento con cui entra in rapporto, influiscono sulla sua salute: le sue relazioni affettive e sociali, l’attività lavorativa in cui è impegnato, ciò che mangia, respira e beve, il letto su cui dorme, gli utensili che adopera, gli abiti che “sceglie” di indossare, il modo in cui viene amministrata, organizzata e regolata la città e lo stato in cui vive etc.
È sull’insieme di questi aspetti che dunque si fonda la preziosa opportunità di operare, a favore del mantenimento/recupero della salute.

Empowerment e responsabilità

Uomo sulla scrivaniaCiò che riteniamo denso di prospettive profittevoli, in un’ottica olistico-sistemica, è che ogni individuo sia considerato come e stimolato ad essere un soggetto attivamente e responsabilmente impegnato in prima persona nella costruzione e nella promozione del proprio stato di salute.
Ciò non va inteso come un invito al “fai da te” diagnostico e terapeutico, ma come un sano assumersi la responsabilità della propria salute, all’interno di una relazione terapeutica.
Sulla base di questi presupposti, muta profondamente la funzione del terapeuta; costui, nell’ambito della sua responsabilità e delle sue prerogative di esperto, può e deve farsi promotore, attraverso la relazione con il paziente, dei processi di “empowerment” ed espletare quindi la funzione di “agente di cambiamento”.
Sottolineiamo di nuovo che il sostantivo “Empowerment” (dall’inglese “to empower”, autorizzare, dare pieni poteri) è un termine che indica, in questo contesto, la capacità di influire sul proprio organismo, sul proprio ambiente, sulla vita degli altri e sulla società, secondo modalità che rafforzano il proprio benessere.
Il termine designa, quindi, la possibilità degli individui, della collettività e delle istituzioni di conferire a se stessi il potere, il diritto e la responsabilità di adoperarsi, per creare condizioni benefiche per la propria salute e quella degli altri. Ciò vuol dire ricercare, riconoscere e attivare le proprie risorse, come pure quelle provenienti dall’ambiente esterno, scegliendo in prima persona e non delegando ad altri.
Questa prospettiva è costantemente presente nel pensiero di Edward Bach, come è evidente dai titoli dei suoi principali scritti: “Guarisci te stesso”, “Soffrite a causa di voi stessi”, “Libera te stesso” ed “Essere se stessi”. Essi, infatti, risuonano come un manifesto e invito ad assumersi attivamente la responsabilità della propria salute e della propria esistenza.
Occorre osservare che tale impostazione ha ripercussioni non solo sulla relazione terapeuta-paziente, ma anche sullo stile e sulle scelte prescrittive.
In effetti, una visione olistica dei problemi, con il conseguente progetto di “empowerment” del paziente determinano la propensione verso un differente utilizzo degli ausili farmacologici.
Farmacoterapia non più indirizzata a rapide soppressioni o ingiustificate sostituzioni, ma a ragionevoli e sistemiche supplementazioni, modulazioni, stimolazioni, attivazioni e promozioni di quei fisiologici processi, che Ippocrate sintetizzava nell’idea di “Vis medicatrix naturae”.
Con la prescrizione di questi rimedi, in sintonia con la biologia, si opera effettivamente per una sorta di “empowerment” bioenergetico.
Ecco il senso della prescrizione di “intelligenti” integratori alimentari, di rimedi floriterapici, di medicinali omeopatici e omotossicologici, oligoterapici, di formulazioni fitoterapiche derivanti dalle attuali conoscenze e dai patrimoni culturali della Tradizione Europea, Cinese e Ayurvedica.
I rimedi floreali, argomento di questa trattazione, possono essere impiegati in moltissimi campi: la medicina di base, la medicina specialistica, la psichiatria, la psicoterapia e il counseling etc.
I presupposti teorici e la pratica clinica suggeriscono in maniera inequivocabile che i rimedi floreali, per le loro caratteristiche di versatilità e flessibilità, sono integrabili nell’ambito di percorsi terapeutici di qualsiasi orientamento.
Sono compatibili con tutte le modalità d’intervento farmacologico, sia allopatico sia naturale, ed entrano in sinergia con qualsiasi tipo di sistema terapeutico (agopuntura, fisioterapia, osteopatia, shiatsuterapia etc.).
Inoltre i fiori di Bach s’inseriscono molto bene nei presupposti e nella pratica del “counseling”.
In effetti è possibile delineare il concetto di “counseling medico e clinico floriterapeutico” come uno specifico indirizzo teorico, nonché settore applicativo, che trova la sua peculiarità nel setting terapeutico centrato sul pensiero di Edward Bach e sulla somministrazione dei rimedi floreali. In questo contesto, ci preme sottolineare con vigore la pratica del counseling perché individua una metodologia relazionale che può essere utilizzata, nelle sue differenti articolazioni, da tutti i terapeuti, ma anche perché è quella che, più di tutte, promuove nel paziente “empowerment”, ossia aiuta ad aiutarsi.
Infine, citiamo un proverbio cinese, che ben rappresenta e sintetizza il concetto di “empowerment”: “Se vedi un povero non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare”.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

EMPOWERMENT E SALUTOGENESI NEL MODELLO MEDICO DI EDWARD BACH ultima modifica: 2019-08-09T11:50:22+01:00 da Dott Michele Iannelli
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