“L’abitudine di camminare è bene che, non solo sia raccomandata a voce, ma letteralmente prescritta sul ricettario!”

– Dott. Michele Iannelli

Camminare, alimentarsi e curarsi al meglio

La pratica costante del camminare, una corretta alimentazione, la NeuroRiflessoTerapia e le Terapie Naturali Associate (vedi Terapie e metodologie) sono accomunate dalla capacità di determinare, in sinergia tra loro, un riequilibrio e un riassestamento complessivo; ecco perché prevengono e curano con successo la stragrande maggioranza degli stati patologici.

Creare la propria camminata

Affinché questo magnifico e gratuito esercizio si compia nella realtà è fondamentale che sia la persona stessa (coadiuvata dal medico) a scegliere una procedura personalizzata.
Prendiamo, pertanto, in esame in questo e in altri articoli tutte le principali possibilità per poter creare ogni giorno una passeggiata a propria misura e, quindi, più facilmente e realisticamente effettuabile; in uno scritto precedente si è fatta una rassegna dei tantissimi e possibili momenti e luoghi dove poter camminare.
Anche la velocità, la durata e la frequenza delle camminate sono varianti cruciali; i propositi di movimento rischiano, infatti, di infrangersi contro eccessive pretese su sé stessi, troppo lontane dalle proprie reali possibilità e inclinazioni.
In questo scritto si prende in considerazione la questione relativa alla velocità con cui si cammina.

Con quale velocità camminare?

È opportuno sottolineare che migliori risultati salutogenetici e terapeutici si ottengono camminando complessivamente un’ora al giorno, tutti i giorni, avvicendando distanze percorse con ritmo veloce a quelle a passo più lento e inserendo nel circuito dei piccoli tratti in salita; fermo restando la veridicità di questa affermazione, non bisogna mai dimenticare che tale risultato lo si può ottenere con una gradualità del tutto individuale e che, qualora non lo si ottenesse, meglio un risultato parziale che nulla. Non bisogna, inoltre, dimenticare che possono capitare giornate in cui ci si sente, per una serie di motivi, di camminare soltanto con la velocità di un bradipo sonnambulo: meglio andare lentissimi che non deambulare affatto!
CAMMINATA LENTA
La camminata lenta è quella eseguita a circa quattro chilometri all’ora.
Le fasi lente della passeggiata sono in primo luogo, utili per il “riscaldamento” e lo scioglimento” dell’apparato locomotore nella fase iniziale e per il defaticamento nella fase finale del percorso. È da sottolineare, inoltre, che un incedere pacato è molto vantaggioso da un punto di vista psicologico; possiamo, infatti, gustare esperienze e sensazioni piacevoli e diverse dalla frenesia che caratterizza la vita attuale: un’andatura mentale e corporea più a misura d’uomo, il potersi soffermare con attenzione sugli aspetti naturali e/o artistici dei luoghi che attraversiamo, il percepire meglio eventuali zone dolenti ed eventualmente trattarle con un auto digitopressione, l’osservare le caratteristiche della nostra andatura etc
Occorre, infine, tener presente che anche un ritmo di quattro chilometri orari, se le camminate sono effettuare tutti i giorni per un totale di almeno sessanta minuti, è sufficiente ad attivare il metabolismo dei grassi di riserva e quindi a dare un contributo a un processo di acquisizione e mantenimento della “linea”.
CAMMINATA VELOCE
Si intende per camminata veloce quella effettuata ad almeno 6/7 chilometri all’ora.
Per comprendere l’importanza dell’andatura celere, soprattutto se fatta di primo mattino (con tratti in salita e seguita da una buona colazione con una netta prevalenza proteica), dobbiamo tener presente la nostra storia: per più di due milioni di anni siamo stati dei poveri, impauriti e affamati nomadi; ci siamo nutriti di ciò che ci offriva spontaneamente la vegetazione e di animali cacciati e pescati; per far ciò occorreva, come è ovvio, un rilevante livello di buona salute.
Il nostro Ipotalamo (una minuscola e antichissima area cerebrale che svolge funzioni globali e vitali), a tutt’oggi, ha bisogno di segnali rassicuranti per non entrare in allarme e indurre l’organismo a indirizzarsi all’accumulo di “grasso bianco”. Non c’è, dunque, nulla di più tranquillizzante per questa importantissimo organo nervoso che certificargli, dopo un sonno notturno e ristoratore, il buono stato della nostra salute attraverso una congrua camminata (con tratti di accelerazione) seguita da una colazione ricca di proteine e, quindi, simile a quella dei nostri antenati.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

CAMMINATA CREATIVA: A QUALE VELOCITA’? ultima modifica: 2021-06-14T11:21:53+02:00 da Dott Michele Iannelli
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