Fiore di Bach Impatiens

 Balsamina

 Impatiens glandulifera


“Quelli che sono veloci nel pensiero e nell’azione e che vogliono che tutte le cose siano fatte senza esitazione né ritardo. Quando sono malati hanno fretta di ristabilirsi. Per loro è molto difficile essere pazienti con le persone lente, perché considerano che ciò sia uno sbaglio o una perdita di tempo e tentano in ogni modo di renderle più veloci da tutti i punti di vista.
Spesso preferiscono lavorare e pensare da soli, in modo da poter realizzare le cose alla loro propria velocità.”

– Indicazione di Edward Bach

“…e venti minuti, per un bambino appena nato,
hanno il sapore dell’eternità.”

– Andreas Giannakoulas Medico Psichiatra Psicoanalista

Impatiens e Mimulus sono stati i primi due floriterapici individuati da E. Bach. All’inizio del 1928 Bach si era dedicato allo studio della botanica, motivato dal progetto di sostituire i 7 nosodi batterici con rimedi provenienti dal mondo vegetale. Alla fine di settembre di quello stesso anno, spinto dall’intuito, si recò nell’amato Galles. Qui, mentre esplorava un torrente di montagna, la sua attenzione fu attratta dai due fiori che crescevano abbondantemente lungo la riva. Forse alcune caratteristiche funzionali e strutturali delle gemme della Balsamina attrassero l’attenzione di Edward Bach; questi potrebbero aver contribuito all’intuizione circa l’uso terapeutico del fiore.

Caratteristiche della persona che si giova di “Impatiens”

Bach afferma che le persone a cui è opportuno prescrivere questo rimedio sono innanzitutto caratterizzate dall’essere “veloci nel pensiero e nell’azione”. Nell’ambito di questa descrizione possiamo osservare una vasta gamma di condizioni. Vi sono gli individui con una buona organizzazione dell’io, effettivamente brillanti, dinamici, forniti di ottime capacità intellettive e intellettuali, dotati di un pensiero che fluisce con celerità e scorrevolezza, di una capacità intuitiva pronta e a volte fulminea. La loro posizione sociale, economica e culturale dimostra che il bisogno profondo che li spinge alla rapidità si è ben integrato ed è stato ben incanalato in una buona e concreta capacità realizzativa che si è sostanziata in ottimi risultati. Sono spesso in grado di avere una visione globale e sul lungo periodo delle problematiche da risolvere e dei percorsi da effettuare. Terminano i loro compiti alla svelta, riescono a passare dal pensiero all’azione in tempi brevi. In questi casi potremo trovarci di fronte a dirigenti, professionisti, imprenditori, docenti i quali “vogliono che tutte le cose siano fatte senza esitazione né ritardo” e “per loro è molto difficile essere pazienti con le persone lente”. Per queste loro caratteristiche provano disagio a causa di una percezione di tensione; infatti potrebbero essere pervasi dalla spiacevole (poiché frustrante) impressione di essere dei bolidi di Formula Uno costretti a procedere alla stessa velocità delle utilitarie che li circondano; oppure dei contenitori colmi e ribollenti in cui, con il passare del tempo, aumenta insopportabilmente la pressione delle molteplici iniziative, idee, progetti da realizzare nel tempo più breve possibile. La loro comunicazione paraverbale sarà il più delle volte contraddistinta da un ritmo veloce nel parlare e una tonalità alta della voce. Può capitare spesso che interrompono le frasi e le azioni altrui terminandole loro. La gestualità e l’andatura si rivelano anch’esse frettolose, a volte con scatti e moti impetuosi. Può essere un segno rivelatore della impazienza il “tamburellare nervosamente” le dita della mano, l’oscillare altrettanto “nervosamente” il piede dell’arto inferiore accavallato. La facies e la mimica possono esprimere quell’idea di dinamismo e determinazione di cui si è già detto, ma anche uno stato di attesa che si palesa tanto più ansiosa e carica di tensione, quanto più la persona è disorganizzata e disarmonica emotivamente e cognitivamente. Infatti, all’altro estremo della gamma della tipologia Impatiens, troviamo soggetti in cui le pulsioni e gli istinti primari non sono ben gestiti da un io scarsamente evoluto. In alcuni casi è la persona è disturbata dalla sua tendenza al passare all’azione sulla spinta di una marcata impulsività, poiché non ha sviluppato la capacità di contenere le proprie passioni, bisogni, e desideri, non è in grado di differire pazientemente il loro soddisfacimento. L’attesa di tempi opportuni, dei tempi altrui viene percepita come un’insostenibile frustrazione o, addirittura, offesa rispetto alla tendenza ad ottenere “tutto e subito”. Questa condizione può contraddistinguere passaggi critici, ma, tutto, sommato fisiologici della adolescenza. In taluni casi può sfociare in un agito caratterizzato da quelle condotte aggressive, trasgressive e francamente illegali, tipiche delle “personalità antisociali”. Nella storia di alcune di queste persone si possono ravvisare cure parentali non congruamente e tempestivamente effettuate, segnali non raccolti e non compresi e quindi una sensazione di avvilimento da cui scaturisce l’impazienza come strategia di compensazione che si rivela spesso fallimentare e controproducente.
Nei soggetti “Impatiens” è possibile talvolta ravvisare una difficoltà di elaborazione delle perdite; alcuni di loro, infatti, non concedono tempo all’attuazione dei processi psicologici del “lutto” poiché cercano (a volte vanamente o con conseguenze deleterie) una immediata sostituzione “dell’oggetto” perso.
Nella anamnesi dei soggetti per i quali è indicato Impatiens potremmo inoltre riscontrare una disposizione alla litigiosità, incidenti di vario tipo dovuti alla fretta, voracità nell’ingerire cibo, insufficiente masticazione, tensione muscolare e quindi tendenza a disturbi dell’apparato gastroenterico, ipertensione, eiaculazione precoce, spiccata intolleranza e irritabilità nella sindrome premestruale, insonnia.
Per individuare l’opportunità o meno della prescrizione di Impatiens può essere utile porre al paziente qualche domanda diretta circa le sue sensazioni e i suoi comportamenti quando si trova in situazioni frustranti; lunghe e lente file alla posta, “imbottigliamenti” nel traffico; oppure sulla modalità con cui affronta attività in cui c’è bisogno di attenzione, di meticolosità e in cui non si scorgono risultati immediati.
Tutte queste caratteristiche esaminate le ritroviamo anche nei bambini; essi manifestano i loro disagi con le modalità tipiche dell’età: iperattività motoria, capricci, accessi di ira in caso di frustrazioni, difficoltà di entrare in sintonia con i tempi degli altri bambini, nelle attività ludiche e di studio.

Impatiens nella relazione terapeuta-paziente

Oltre a quanto già illustrato, Bach afferma che Impatiens è indicato per quegli individui che “quando sono malati hanno fretta di ristabilirsi”. Questa caratteristica è da sottolineare anche per il peso che potrebbe esercitare nella relazione terapeutica. Infatti il paziente potrebbe operare delle richieste nei confronti del terapeuta piuttosto ponderose e impegnative, in quanto caratterizzate da una pretesa di immediato sollievo dalla sofferenza se non addirittura di guarigione (non a caso alcuni persone in questo stato sono incaute e a volte inveterate consumatrici di farmaci allopatici quali ansiolitici, analgesici, antipiretici, antibiotici etc.). Potrebbero verificarsi richieste di anticipazioni di incontri già fissati, di fine delle singole sedute e la tendenza ad interrompere il percorso terapeutico.
Nella relazione con un soggetto siffatto è auspicabile che il terapeuta riesca a contenere, a leggere e a dare significato a queste richieste, a non farsi sopraffare emotivamente da esse e quindi a porsi come un solido garante del setting (in cui il parametro tempo è una componente importante); egli dovrà dunque porsi come un risoluto e costante assertore di una congrua durata della terapia. In questi casi nel terapeuta potrebbero essere elicitati 1) sentimenti di inadeguatezza e aspettative di fallimento, 2) auto attribuzione di colpe e responsabilità non realistiche, 3) difficoltà a non compiacere il paziente assecondandone le richieste, 4) senso di irritazione e una sensazione di persecuzione; il terapeuta potrà giovarsi del rimedio Larch nel primo caso, di Pine nel secondo, di Centaury nel terzo e di Holly nella quarta situazione.
Ovviamente sarà lo stesso terapeuta ad avvalersi di Impatiens qualora sarà percepibile una carenza di pazienza (in qualche caso un vero e proprio “furor sanandi”) riguardo i tempi fisiologici di elaborazione e di cambiamento assolutamente variabili da soggetto a soggetto.

Differenze e associazioni con altri rimedi

Come già detto il problema di questi soggetti consiste nella difficoltà a tollerare quelli che vengono percepiti come tempi troppo lenti. Ci sono altri rimedi che si differenziano nettamente da Impatiens, ma che sono contraddistinti anche essi dalla possibilità di uso terapeutico in situazioni caratterizzate da intolleranza. E’ importante riconoscere la differenza non solo per distinguerli ma anche (qualora sia il caso) per poterli associare tra di loro. Quando in un soggetto Impatiens vi è una spiccata tendenza a tentare “in ogni modo di rendere (le persone che reputano lente) più veloci da tutti i punti di vista” è possibile che sussista anche un’inclinazione a voler imporre modalità operative nello svolgere delle attività; sarà perciò opportuno associare il rimedio Vine. L’intolleranza, l’irritazione e l’insofferenza di Impatiens potrebbe anche essere rivolta verso propri aspetti della personalità e del comportamento considerati troppo lenti: a questo proposito è ragionevole associare il fiore Pine indicato “Per quelli che si autocriticano” e che “anche quando hanno successo pensano che avrebbero potuto fare meglio”. Quando l’impazienza si tinge di un eccessivo entusiasmo e una tendenza a voler “convertire tutti quelli che li circondano alle loro vedute sulla vita” sarà appropriato associare il rimedio Vervain. Una persona Impatiens potrebbe infarcire talmente tanto la sua giornata di impegni da stancarsi “mentalmente e fisicamente” e aver quindi, anche bisogno, di Hornbeam.
Impatiens è uno dei cinque costitutivi del Rescue Remedy e del Rescue Night. Esso è stato inserito forse perché nei momenti di emergenza è importante non subire la frenesia che può essere originata dal voler risolvere tutto e subito. E’ quindi un importante promotore di calma e di efficacia, così preziose nelle emergenze.

uomo impaziente

Armonizzazione dello stato Impatiens

Ovviamente ciò che contraddistingue l’armonizzazione di uno stato Impatiens è un diverso modo di porsi relativamente al tempo. Per “Impatiens” è importante che pur mantenendo le sue buone capacità di sveltezza, apprezzi il concetto di “Kairos” tanto caro ai Greci. Questo concetto sottolinea l’importanza che le cose siano eseguite non tanto velocemente, ma soprattutto in tempi opportuni e adeguati. La tendenza allo scatto da centometrista deve essere perciò integrata con le qualità di pazienza, di costanza e di resistenza, tipiche del fondista. Ciò potrà essere utilissimo, per esempio. a chi è impegnato in lunghi studi universitari.
Edward Bach inserisce questo rimedio nel gruppo della “solitudine” poiché coloro che ne abbisognano “Spesso preferiscono lavorare e pensare da soli, in modo da poter realizzare le cose alla loro propria velocità.” E’ proprio questa una delle importanti conquiste delle persone “Impatiens”: imparare a lavorare in gruppo, a fidarsi e affidarsi agli altri.
Non solo la diversità dei tempi altrui sarà tollerata e accettata ma potrà essere considerata una vera risorsa collaborare con persone i cui tempi più lenti impediranno decisioni e azioni avventate. La tendenza alla visione d’insieme delle questioni potrà così essere utilmente e ben integrata dall’analiticità tipica delle persone più lente e prudenti.
Si passerà così da ciò che, con un neologismo, potremmo definire “impatia” alla empatia che come già visto è la madre di ogni buona relazione tra gli esseri umani.

Caso Clinico

Enrica, una donna di 34 anni, affetta da pannicolopatia edemo – fibro – sclerotica era in trattamento mesoterapico con rimedi omotossicologici e assumeva nutraceuticiDopo qualche mese decise di comunicare anche la sua preoccupazione di non riuscire a intraprendere una gravidanza. Le sedute di mesoterapia furono quindi integrate da incontri di counseling centrati su questo problema. Da questi incontri emerse che non esistevano motivazioni anato-fisio-patologiche che sottendevano la mancata gravidanza e che il rapporto con il marito (pur presentando qualche aspetto conflittuale) era sostanzialmente buono. Enrica era una persona ben inserita socialmente, di discreta cultura, non presentava disturbi della personalità. Sulla base dei colloqui fu prescritta una miscela costituita da: Impatiens poiché la mancata realizzazione della gravidanza era vissuta da Enrica con molta impazienza e insofferenza; Red Chestnut, fiore relativo “all’ansia anticipata per qualche avversità” che avrebbe potuto accadere al bambino in un mondo vissuto da lei come pieno di incognite e pericoli; Mimulus, per queste stesse paure che erano anche relative a se stessa; Clematis, per agevolare un passaggio alla concretezza e al presente del progetto di concepimento che appariva vissuto come un qualcosa di eccessivamente proiettato nel futuro.
Ad Enrica fu inoltre consigliato di iniziare un ciclo di massaggi Shia-tzu utile sia per la lipodistrofia che per una generale armonizzazione bioenergetica.
Dopo circa tre mesi continuativi di assunzione dei rimedi citati, di colloqui (focalizzati sulla tematica in questione) e degli altri trattamenti, la paziente rimase incinta.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

IMPATIENS: FLORITERAPIA DELL’IMPAZIENZA ultima modifica: 2020-01-07T10:55:25+01:00 da Dott Michele Iannelli
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