Digiuno: uno dei protagonisti della Medicina Umanistica

La Medicina Tradizionale Cinese, quella Ayurvedica, l’Omeopatia, l’Omotossicologia, la Floriterapia di Bach, la Fitoterapia, le Massoterapie e la Psicoterapia, sono sempre più conosciute e praticate da medici, operatori della salute e pazienti. Si stima che circa nove milioni d’italiani si curano con queste medicine dolci e naturali che, tra i tanti vantaggi, hanno anche quelli relativi alla economicità e alla tutela dell’ambiente.
Nel contesto di quest’importante recupero osserviamo anche la riscoperta di un’antichissima pratica igienica e terapeutica quale il digiuno.
Il “digiuno fisiologicamente utile” è definibile come un’astensione volontaria da ogni alimento (tranne l’acqua) allo scopo di migliorare il proprio stato di salute inteso nell’accezione completa di benessere; in questo senso, il digiuno viene anche, denominato, “digiuno terapeutico” e/o “digiunoterapia”.

Digiuno: esperienza cruciale

Al di là delle definizioni, denominazioni e degli aspetti biochimici e psicologici, il digiuno fisiologicamente utile dell’uomo è soprattutto una scelta consapevole e un’esperienza che sfugge a ogni catalogazione e precisa descrizione. Esso è, infatti, una pratica complessa nelle sue infinite sfaccettature ed estremamente personale per ciò che riguarda motivazioni, obiettivi, vissuti e risultati.
Durante il digiuno, si viene a creare una condizione in cui la deprivazione dal cibo produce una benefica crisi data da un processo di svolta, di rottura e di mutamento che avviene in tempi brevi e che offre una buon’occasione d’evoluzione come indicano rispettivamente l’etimologia greca e i pittogrammi cinesi relativi a tale concetto. Le esperienze, da me maturate come digiunante e come digiuno-terapeuta hanno, in questi anni, non solo aumentato la mia convinzione che il digiuno sia una pratica possibile e potentemente utile per la salvaguardia della salute, ma, anche, che è opportuno integrarlo con altre discipline terapeutiche olistiche e con un attento Counseling. Ciò è da me attuato nei digiuni seguiti in ambulatorio e in quelli di gruppo e residenziali.
Ecco perché denomino ”olistico” (Dal greco olos traducibile con il concetto di sistema globale) il modo in cui propongo di digiunare; esso. infatti si pone obiettivi appunto complessivi. Esso è, perciò, integrato da altre pratiche e terapie costituendo, così nell’insieme, un qualcosa di unico, personalizzato, sinergico, composito e inscindibile nei suoi elementi; ciò ci consente di rendere più agevole il periodo d’astinenza dal cibo e di ottenere maggiori e migliori risultati. Le terapie integrate sono l’Omotossicologia, la Mesoterapia, la Floriterapia di Bach, il massaggio, etc.

I benefici psicologici e globali del digiuno

Un buon counseling fatto di ascolto empatico e di opportuni interventi informativi, riassuntivi e restituivi è fondamentale per svolgere una funzione di sostegno nei confronti del digiunante, ma, anche e soprattutto, di impulso e di raccolta consapevole dei numerosi benefici psicologici del digiuno.
Dopo un digiuno olistico ben fatto è possibile avvertire potenti percezioni di pulizia e di leggerezza, forza, volontà, ottimismo, voglia di fare, disgusto nei confronti di alimenti intossicanti o di scarsa qualità, voglia di nutrirsi di ciò che ha sentore di puro e di apportatore di energie positive. Si è più consapevoli dei veri bisogni e di ciò che, invece, crea fastidio e disarmonia. Si prende coscienza delle parti del corpo e bisognose di maggiore cura e attenzione ci si sente più centrati su se stessi. Uno degli aspetti più facilmente visibile è il netto cambiamento dell’espressione del viso; esso riacquista luminosità, intensità, mobilità, spontaneità, femminilità (nel caso di donne) e un colorito fisiologico. Gli occhi si riappropriano di quella fiammella interiore che la Medicina Cinese denomina “Shen” e anche il colore dell’iride diventa più netto e vivido.
La pelle si presenta più morbida, liscia e idratata.
I cambiamenti delle modalità di gesticolazione, della postura e del linguaggio paraverbale sono ulteriori conferme dei virtuosi mutamenti globali avvenuti.
La totalità degli aspetti morfologici diventa decisamente più armoniosa ciò anche grazie al calo ponderale.
La persona appare e si sente più bella, attraente e ringiovanita. Col passare dei giorni si osserva che, nonostante le oggettive difficoltà dell’esperienza, i partecipanti a digiuni residenziali in gruppo sviluppano modalità di relazione e di socializzazione decisamente più scorrevoli, aperte, empatiche, intime e reciprocamente solidali.
Anche le capacità cognitive come l’attenzione, la concentrazione, la memoria possono migliorare notevolmente; le capacità logiche spesso si acuiscono così come quelle intuitive. Ne può risultare una straordinaria lucidità, grazie, alla quale idee nuove affiorano spontaneamente, si trovano soluzioni originali a problemi pratici o esistenziali; si intuisce il senso degli avvenimenti passati rimasti oscuri, si progettano iniziative e programmi per il futuro.
L’attività mentale è a volte così intensa che non si arresta nemmeno di notte e si dorme poco; ma questo, se accade, non comporta alcun effetto negativo perché la necessità di dormire è diminuita e si è riposati dopo quattro – cinque ore di sonno.
La sensibilità e l’emotività si affinano, ci si apre a un contatto più ricco e partecipe con gli altri e con il mondo nello stesso tempo; ci si scopre in sintonia con se stessi: ricordi, sentimenti, aspirazioni, che sono stati dimenticati, trascurati, o che sembrano essersi isteriliti, riaffluiscono e inondano l’animo.
Questo stato di grazia può, in alcuni casi, essere interrotto o turbato da episodi. per lo più fugaci di sconforto, labilità emotiva, confusione, paura.
Durante un periodo di digiuno, la persona, spesso, ricorda i sogni molto più del solito. Essi diventano più numerosi, vividi e significativi; spesso riguardano tematiche che ci stanno molto a cuore e situazioni della nostra esistenza irrisolte o conflittuali, producono un benefico effetto catartico, riportandoci alla coscienza problematiche e conflitti irrisolti e ponendoli, così, alla nostra attenzione ci forniscono, a volte, spunti e ipotesi per la soluzione.
In alcuni casi, le ore di sonno, non solo non diminuiscono, ma anzi aumentano. Si tratta generalmente persone molto affaticate; il sonno, in questi casi, non solo può essere ricco di sogni ma è, anche, un ottimo mezzo per superare le difficoltà del digiuno e per saldare il debito di riposo contratto durante l’anno.
E’ interessante sottolineare ciò che si osserva relativamente alle fantasie sul cibo: è facilmente intuibile che durante un digiuno si desideri del cibo, spesso se ne parla con gli altri, a volte lo si sogna e molto lo si immagina. Si può osservare un fenomeno alquanto interessante: man mano che va avanti il digiuno, i cibi desiderati e fantasticati sono sempre più sani. Per esempio, durante i primi due giorni di digiuno, può succedere di immaginare e desiderare pietanze alquanto elaborate e “pesanti”; nei giorni successivi qualcosa di più “leggero” a maggior contenuto vegetale (per esempio, un piatto di pasta e piselli) per arrivare, ancora dopo, (verso il sesto giorno) a desiderare solo la frutta. Si osserva, quindi, una sorta di disintossicazione che riguarda, non solo, come vedremo le parti più materiali di noi stessi, ma anche i nostri pensieri e le nostre fantasie.
Durante il digiuno, come già detto, poiché si acuisce fortemente la sensibilità, si ha l’occasione di accorgerci di quanto alcune situazioni, oggetti e abitudini che fanno parte della nostra vita quotidiana in realtà ci creano stress e disagio; per esempio: l’indossare abiti troppo stretti, vestiti intessuti con materiale sintetico o comunque non compatibile e colorati monotonamente e disarmonicamente, calzature con tacchi troppo alti, posture non fisiologiche, l’uso eccessivo di telefoni cellulari e computer, suoni e rumori fastidiosi, luci che invece di illuminarci ci ottenebrano l’anima e ci risucchiano energia (per esempio il neon), abitudini stressanti e penalizzanti come, per esempio, l’essere disordinati, e, quindi, dover cercare affannosamente qualcosa di cui si ha bisogno, ritmi e modi di lavoro e di studio massacranti e/o inconcludenti, il vedere troppo la televisione, il frequentare persone moleste o relazionarsi con gli altri con modalità disarmoniche, rapporti sessuali caratterizzati da ripetitività, non partecipazione, velocità e aggressività etc. L’elenco potrebbe allungarsi di molto e possiamo aggiungere che se ci accorgiamo di ciò che è dannoso, ci possiamo facilmente anche rendere conto di ciò che, invece ci fa star bene: il benessere di una carezza e di un massaggio, il concedersi del tempo per fare un passeggiata in un parco, l’armonia di un pezzo di musica classica, l’agio di vivere in una casa pulita, ordinata, ben illuminata in cui l’arredamento è al nostro servizio e non viceversa, il piacere di frequentare persone positive con le quali si instaurano rapporti soddisfacenti poiché basati sull’affetto, sul rispetto, sulla reciprocità e sulla correttezza, il donarsi tempo ed attenzione per ascoltare se stessi e gli altri (anche in questo caso l’elenco potrebbe continuare all’infinito).

Digiuno olistico: pratica terapeutica medica

E’ bene sottolineare, infine, (anche alla luce di quanto detto) che il digiuno olistico deve essere gestito da un medico che non solo sia esperto nel campo.
E’ da escludere un “fai da te”; infatti, non solo è importante la fase terapeutica del digiuno ma anche quella di preparazione. Occorre individuare le eventuali controindicazioni assolute e relative attraverso una valutazione “ad personam”; d’altra parte occorre personalizzare il programma relativamente al digiuno stesso e alle terapie integrate.
C’è infine un proverbio “igienista” inglese che recitando: “Anche un pazzo sa digiunare, ma solo un saggio sa rompere il digiuno” ci indica la cruciale importanza del periodo di rialimentazione post–digiuno anch’essa da gestire con estrema perizia.

N.B. Per maggiori informazioni sul digiuno segnalo il mio libro IL DIGIUNO OLISTICO. Laboratorio di salute e consapevolezza.

E’ guida ragionata ad una migliore qualità della vita attraverso il digiuno integrato con la Floriterapia di Bach, la consulenza psicologica, l’omeopatia omotossicologica, l’arte del massaggio, l’idroterapia… Il libro è un manuale teorico pratico per far conoscere, nella maniera più semplice e completa possibile, la pratica salutista e terapeutica del digiuno integrato con altre terapie naturali. L’autore, sulla base della sua esperienza, offre una serie di indicazioni e di minuziosi e preziosi consigli pratici per poter svolgere al meglio questa antichissima e virtuosissima pratica.
Assolutamente originale ed approfondita è, poi, la trattazione su tutta una serie di terapie olistiche e naturali quali la floriterapia di Bach, l’omeopatia omotossicologica, la biomesoterapia, il massaggio, il sostegno psicologico, etc. che, non solo permettono di rendere più agevole l’attuazione del digiuno, ma agendo sinergicamente, consentono di ottenere un poderoso “valore aggiunto” a quello già alto della pratica del digiuno.
L’ultima parte del libro è, infine, dedicata all’importantissimo tema della rialimentazione post digiuno ed a semplici ed efficaci suggerimenti alimentari, igienici e terapeutici per mantenere e migliorare i risultati ottenuti con la digiuno-terapia olistica.

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  • Autore: Michele Iannelli
  • Editore: Ist. di Scienze Umane
  • Copertina flessibile: 208 pagine
  • Collana: La salute nelle tue mani
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-13: 978-8887382297

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Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

IL COUNSELING NEL DIGIUNO FISIOLOGICAMENTE UTILE ultima modifica: 2018-10-25T12:05:31+00:00 da Dott Michele Iannelli
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