La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI)

Le più aggiornate conoscenze scientifiche hanno ampiamente dimostrato ciò che le medicine tradizionali affermano da millenni. Steccati e dogmi nati da visioni ottocentesche limitate e coartate sono inesorabilmente crollate: finalmente si recupera una visione dell’uomo più realistica e verosimile. Ormai da decenni sono sempre più chiare le intime connessioni tra alcune funzioni fondamentali dell’uomo (quali quelle Psicologiche, Neurologiche, Endocrine e Immunitarie); ciò al punto tale che non ha più neanche molto senso suddividerle. Siamo, infatti, certi che, a esempio, cellule che un tempo erano state classificate come nervose svolgono anche funzioni endocrine e viceversa, che un linfocita non è solo una cellula immunitaria ma anche neuro-endocrina.
L’essere umano non è, dunque, per nulla paragonabile a una macchina costituta da vari pezzi assemblati e, quindi, separabili l’uno dall’altro. Le medicine tradizionali e olistiche c’insegnano che l’uomo deve essere considerato nella sua globalità e interezza; egli è un “olos” (una parola greca traducibile con il concetto di “sistema globale”, da cui il nome di medicine olistiche assegnato alle medicine naturali).

Aggiungere una S alla PNEI!

La persona è, dunque, un’organizzazione complessa, di natura biochimica ma soprattutto biofisica, nella quale tutto è collegato e interagisce con tutto.
Si deve, inoltre, sottolineare che il prevalere di elementi destabilizzanti apporta un disordine generalizzato e progressivo non solo nelle funzioni Psico-Neuro-Endocrino-Immunologiche ma anche nella struttura ossea, muscolare e articolare. La persona tende così ad auto intossicarsi, a essere particolarmente permeabile alle tossine provenienti dall’esterno, a indebolire le sue difese immunitarie, a impoverirsi di elementi nutrizionali, a ossidarsi, ad acidificarsi, ma anche a distorcersi da un punto di vista strutturale e posturale che a sua volta si ripercuote negativamente sugli aspetti Psico-Neuro-Endocrino-Immunologici; la muscolatura, per esempio, contraendosi produce una diminuzione della funzionalità delle unità neuro-vascolari Ecco, dunque, la necessità di evidenziare, attraverso l’aggiunta della S di Somatologico, la grandissima rilevanza della struttura ossea, muscolare, articolare e della matrice extra cellulare e quindi di sancire definitivamente un circuito Psico-Neuro-Endocrino-Immuno-Somatologico (sigla e sequenza di parole che, per altro, va letta anche in senso inverso).
Schematizzando ulteriormente si può affermare che sussiste un circuito psico-somatico e uno somato-psichico. Essi si congiungono formando la metaforica figura del gatto che si morde la coda sia in senso positivo, quando si crea un circolo virtuoso salutogenetico, sia in senso negativo quando si crea un circolo vizioso patogenetico che si autoalimenta e che tende ad aumentare la sua circonferenza.

Risvolti terapeutici della PNEIS

L’aggiunta della S di Somatologico che mette in risalto l’influenza della struttura ossea, muscolare, articolare e della matrice extra cellulare ha importanti risvolti terapeutici.
La Floriterapia di Bach, l’Omeopatia Omotossicologica, la Nutraceutica, la Fitoterapia, la Psicoprobiotica, permettono di offrire al paziente l’attuazione di una forte sinergia che produce da subito i seguenti reali benefici: il lenimento sintomatico, la rivitalizzazione metabolica, il recupero delle forze e del buon umore e una benefica disintossicazione, ma la completa efficacia della terapia, soprattutto in patologie complesse come le cefalee primarie la si ottiene agendo anche sulla S di Somatologico.
Più che mai in questi casi sono preziosissimi i Trattamenti Manuali Riflessologici. Essi agiscono sul corpo non solo sciogliendo le tensioni muscolo tendinee ma, a partire da questo versante, spezzano i circoli viziosi, locali e somatopsichici e attivano circoli virtuosi salutogenici . Utilizzo tecniche manuali specifiche, semplici, estremamente collaudate: si tratta di massaggi del viso, massaggi del collo e delle zone contigue e la Riflessoterapia della mano.

Caso clinico

La persona, che chiameremo Giulio, vive da circa un paio di anni una crisi esistenziale. Dopo la laurea in economia e commercio, è stato, quasi immediatamente, assunto in una banca.
Al di là di un iniziale entusiasmo, l’ambito lavorativo ha cominciato, poco dopo, a non piacergli; è stato assegnato a una attività che a lui risulta noiosa ed è sottoposto al controllo autoritario e puntiglioso di un superiore.
Vorrebbe licenziarsi e lavorare in un altro settore professionale; è, tuttavia, bloccato dalle pressioni dei genitori e della fidanzata che fanno di tutto per convincerlo a non perdere quella che loro ritengono essere un’ottima posizione lavorativa.
Giulio si sente amareggiato e incompreso; è costretto a subire una condizione penosa che vive come indigeribile e stagnante.
 La metafora della “indigeribilità”, il continuo rimuginare, i sensi di colpa, la contrattura muscolare del metamero dorsale gastrico provocata dalla tensione psichica e il consumo eccessivo di caffè per far fronte al distress sono le concause che percorrono e alimentano un circuito che in buona sostanza potremmo definire psico-somatico e che porta all’insorgenza e alla cronicizzazione della gastrite.
L’infiammazione della mucosa dello stomaco, aggrava la contrattura muscolare nella zona dorsale la quale, a questo punto, da segno di sé con “dolori alla schiena”.
La maggiore contrattura muscolare, d’altro canto, acutizza la gastrite e i relativi sintomi; ecco, dunque, che si scatena un altro sintomo: il classico “bruciore di stomaco”. Il dolore alla schiena e il bruciore allo stomaco a loro volta percorrendo e alimentando un circuito che possiamo a grandi linee, definire somato-psichico aggravano il disagio psichico di Giulio.
Ecco, come già illustrato, che il circuito psico-somatico e quello somato-psichico si sono congiunti; formano ora la metaforica figura del “gatto che si morde la coda”; si è, cioè, messo in moto un circolo vizioso che si autoalimenta e che tende ad aumentare la sua circonferenza.
La maggiore intensità del disagio psichico di Giulio può, infatti, a sua volta implementare le già esistenti disfunzioni gastriche e muscolo-scheletriche nonché contribuire a far divampare, per esempio, una disbiosi gastroenterica con la conseguente insorgenza di intolleranze alimentari.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

AGGIUNGERE UNA S ALLA PNEI: LA CHIUSURA DEL CERCHIO DELLA MEDICINA OLISTICA ultima modifica: 2019-11-01T18:09:54+01:00 da Dott Michele Iannelli
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