Non arrendersi a un sistema ipocrita e “antibiotico”!

La gravidanza e la maternità

La gravidanza e la successiva maternità sono esperienze di straordinaria e sacra (nel senso laico del termine) rilevanza; lo sono, prima di tutto, per la donna, ma anche per il maschio. Si tratta di eventi che da una parte sono vissuti in maniera soggettiva da ciascuno dei due genitori (sia come individui che come coppia) e dall’altra contengono in sé e sprigionano significati estremamente sfaccettati e di immensa importanza in quanto riguardanti anche molteplici aspetti di natura sociale e antropologica.
Queste tematiche sono da sempre e a ragione oggetto di studi, riflessioni e dibattiti; ma in questa sede, alla luce di fenomeni perniciosi che accadono da alcuni decenni, è opportuno limitarsi a ribadire che la maternità è un diritto assoluto!

Un sistema ipocrita e “antibiotico”

In una buona parte del mondo (a cui l’Italia appartiene a pieno titolo), dominata da una tipologia di capitalismo feroce e oligarchico, si è affermato un sistema “antibiotico” nel senso che è oppressore di ogni forma di vita.

Tale sistema è insidiosissimo anche in virtù di un numero cospicuo di operatori della “politica” sporca, della dis/informazione e della falsa scienza; essi, ben remunerati e addestrati, eseguono un’opera capillare e accanita di manipolazione, falsificazione e mistificazione; questi vassalli di lusso sono indispensabili alla “dittatura del profitto” affinché riesca a mascherarsi da “paradiso dei diritti, del benessere e della democrazia”.

Sono moltissime, infatti, le entità mortifere che non solo sono state rese lecite, ma anche esibite come benemerite: le multinazionali dei farmaci di sintesi, responsabili di decessi iatrogeni; il sistema bancario che invece di essere promotore dello sviluppo dell’economia reale è fonte di debito soffocante; i produttori di armi e armamenti che si ingegnano a creare e istigare guerre e guerricciole; la F.A.O. che, invece di operare per debellare la fame nel mondo, dissipa denaro e risorse in stipendi favolosi e in convegni costosissimi e volutamente inconcludenti; istituzioni preposte alla lotta contro la droga che non svolgono il loro compito in modo serrato e incisivo etc.

La “dittatura del profitto” attacca con virulenza il diritto di procreare!

Le multinazionali, l’informazione taroccata, parte delle istituzioni nazionali e buona parte di quelle sovranazionali (nell’ambito della campagna di spargimento di solitudine, di bieco individualismo, di sovversione di tutto ciò che è naturale, di paura, di precarietà, di sfruttamento, di primato del profitto e ultima analisi di mal/essere e di morte) hanno ovviamente come primo bersaglio la famiglia e il diritto alla procreazione.

Questa tematica si è palesata, la settima scorsa, all’opinione pubblica perché ha reso vittima una famosa pallavolista che, rimasta incinta, ha chiesto la rescissione del contratto con la società sportiva nella quale giocava. Ne è nato un contenzioso legale poiché, non solo i suoi “datori di lavoro” non le hanno corrisposto le spettanze, ma le hanno richiesto un risarcimento dei danni derivanti dalla sua interruzione della prestazione agonistica a causa della sua gravidanza: la gravidanza che da evento lieto da festeggiare collettivamente diventa uno sgarro da far pagare caro!

Ricordo alcune vicende raccontatemi da pazienti: un giovane uomo titubante nel mettere al mondo un figlio poiché aveva la netta impressione che alla moglie impiegata di banca sarebbe stato più facilmente perdonato un furto di denaro che una gravidanza; una impiegata di un notissimo sindacato che tornata a lavoro dalla maternità fu sottoposta (alla faccia dei diritti dei lavoratori che quel sindacato si vanta di tutelare) a un assillante mobbing; in una azienda che doveva scegliere tra dieci donne una dirigente da licenziare fu “sacrificata” lei – la mia paziente – (per altro la più brava ed esperta) perché aveva commesso “il reato” di essere madre di un bambino etc.

Non arrendersi e sostenere la famiglia!

Nella vita privata di ognuno e nella realtà comunitaria e sociale ci sono trincee nelle quali non è possibile arrendersi e dalle quali è indispensabile far partire un contrattacco costruttivo: è il caso della deriva della “dittatura del profitto” e il baluardo da difendere e promuovere è senza dubbio la FAMIGLIA; a questo proposito si rimanda alla lettura dell’articolo SALUTOGENESI PER LA FAMIGLIA.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

LA MATERNITA’ NON E’ UN REATO, MA UN SACROSANTO DIRITTO ultima modifica: 2021-03-27T16:23:47+01:00 da Dott Michele Iannelli
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