Fiore di Bach Aspen

 Pioppo tremolo

 Populus tremula

“Paure vaghe e sconosciute, per le quali non possono essere fornite né spiegazioni, né ragioni. Tuttavia il paziente può avere grande apprensione che qualcosa di terribile stia per accadere, pur ignorandone la natura. Queste paure vaghe ed inspiegabili possono presentarsi con insistenza sia di notte che di giorno. Coloro che ne soffrono sono spesso intimoriti di comunicare agli altri il loro disagio.”

. . .

“Talvolta fa più danno l’apprensione che il malanno” – Proverbio Turco

. . .

Caratteristiche della persona che si giova di Aspen

Le paure di Aspen sono “sconosciute”, senza “oggetto”, inafferrabili, inspiegabili, sia diurne che notturne. Sono inoltre così intrusive e pervasive da generare un’atmosfera di apprensione per presagi di eventi “terribili”, tanto misteriosi, quanto incombenti. Ciò che si determina è che il contenitore corporeo, mentale ed emozionale, di un io particolarmente sensibile e vulnerabile, viene in ogni momento superato ed il suo contenuto disgregato. Sono proprio le anticipatorie e angosciose percezioni di Aspen a rappresentarne una manifestazione. Il “sentire” ed il “provare” di questi soggetti, fragili ed energeticamente aperti, li conduce ad avvertire queste minacce. Il loro comportamento, inaccessibile e reticente, è l’effetto, a sua volta, di un’ ulteriore paura, cioè quella per le possibili conseguenze, sia su sé stessi che su eventuali destinatari, di eventuali comunicazioni liberatorie. Evitare tali “svelamenti” varrebbe, in altri termini, a risparmiarsi altre negative conseguenze ed a proteggere gli altri.

Aspen nella relazione terapeuta-paziente

È il clima di apprensione, unito ad una maggiore o minore chiusura da parte del paziente, a permeare il setting. La difficoltà del terapeuta è quella di rapportarsi a quel mondo ignoto ed irrazionale che condiziona tanto fortemente il soggetto Aspen. Cercando di evitare di lasciarsi invadere dalle medesime paure del paziente, è opportuno che il terapeuta non privilegi, almeno nella fase iniziale dell’incontro, i piani logici deduttivi, ma si avvicini all’altro attraverso empatia e atteggiamento di ascolto. Una volta conquistata la fiducia del paziente, sarà possibile sia un maggiore accostamento alla dimensione della realtà, sia soprattutto l’avvio di un percorso di avvicinamento a quel coraggio, caratteristico dello stato armonico di Aspen, centrato su una nuova percezione di fede e amore.

Differenze e associazioni con altri rimedi

L’impenetrabilità fobica di Aspen è assai diversa da quella di Mimulus. La persona in stato Mimulus ha paure ben identificate ed il suo soffrirne in silenzio è nell’ambito di una scelta razionale che valuta inutile, o addirittura controproducente, l’intervento di un potenziale soccorritore. Per di più Mimulus non desidera l’evenienza di essere compatito. Aspen, viceversa, teme di aprirsi all’altro, per le possibili pericolose implicazioni di tale gesto. Aspen si confronta con un personale mondo fantasmatico che, in quanto inesplorato e indicibile, viene avvertito imprevedibile. A differenza dell’approccio logico-oggettivo alla paura, che Mimulus riesce bene ad individuare, Aspen manifesta, al contrario, una prevalente modalità sensitiva, priva di elaborazione cognitiva dell’emozione. È proprio tale modalità, innominabile e incomunicabile, che mantiene il soggetto Aspen dentro una prigione interiore. Anche la persona Red Chestnut, come quella Aspen, prova un’ angosciosa ansia anticipatoria e presagi di avversità ma, a differenza di quest’ultimo, l’aspetto tematico di tale paura e grande apprensione è reso esplicito: trattasi di possibili sventure che potrebbero riguardare i propri cari. Infine, a differenza di Cherry Plum, che teme di perdere il controllo e spesso è preda di agitazione, Aspen si lascia “avvolgere” e convive, senza reagire, con il suo penoso stato d’animo, arrivando persino a considerarlo e tollerarlo, come inevitabile. Quando il disagio per le paure inspiegabili di Aspen promuove una certa tendenza a vivere “sospeso”, proiettato nel futuro e svincolato dalla realtà presente, è opportuna l’associazione con Clematis. Quando invece si aggiunge anche un’inquietudine mascherata e tormentante, è indicato Agrimony. Se poi, pur non comunicando né cercando aiuto negli altri, Aspen arriva a soffrire della gabbia di solitudine in cui è precipitato e cerca numerosi ed indiscriminati contatti, allora può avvalersi dell’associazione con Heather.

Armonizzazione dello stato Aspen

Il percorso che attende Aspen è segnato da componenti diverse fra loro. Da una parte, la virtù mancante, evocata dal fiore, può essere identificata con una maggiore aderenza e partecipazione alla realtà che lo circonda, riducendo così la possibilità che nella porosità dell’essere s’infiltrino paure misteriose. Dall’altra, accettando la sua natura sensibile, Aspen può superare la sua timorosa, tremolante, intima angoscia, non chiudendosi, dominato da ignote e ossessive presenze, ma aprendosi alla fede ed all’apertura spirituale.
Così sarà piuttosto l’accogliere ed il valorizzare la propria inusuale capacità percettiva a far sì che per quelle “porte aperte” non transitino più le sue paure vaghe e ricorrenti, ma una più ampia fiduciosa comprensione del suo mondo, sia interno che esterno.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

FLORITERAPIA DI BACH: ASPEN ultima modifica: 2019-02-26T10:50:43+02:00 da Dott Michele Iannelli
Shares
Share This