“Il mio maggior sacrificio eroico è quello di lottare ogni giorno contro il luogo comune”.

– Gabriele D’Annunzio

Normopatia: piaga di sempre ma, soprattutto, di questi ultimi decenni

I così detti normopatici sono quelle persone che vivono in un penoso stato esistenziale contrassegnato da un intimo grigiore asfissiante di cui, spesso, non sono consapevoli.
La normopatia, peraltro indotta con criminale volontarietà dalla maggioranza dei mezzi di comunicazione di massa, si è alquanto diffusa in questo ultimo cinquantennio; essa, in buona sostanza, prende origine, a livello individuale, da una strategia di sopravvivenza che spinge a essere come gli altri, perdendo di vista le caratteristiche più autentiche di se stessi.

Normopatia: come riconoscerla?

I normopatici sono, generalmente, persone molto impaurite dalla possibilità di essere sottoposti a stigmatizzazione e, dunque, di essere rifiutati.
Spesso sono spaventati dalle loro pulsioni e istinti naturali e, perciò, creano una poderosa corazza esistenziale; così facendo, non solo si proteggono dalle loro presunte inosservanze, ma, anche, intrappolano e devitalizzano le proprie passioni e intuizioni, i loro autentici talenti e le loro capacità progettuali caratterizzate da immaginazione, fantasia, creatività e originalità.
Mentre lo psicotico annulla la distinzione fra l’immaginario e la realtà esterna creandosene una totalmente autoreferenziale e non condivisibile con gli altri, il normopatico si blinda e si intrappola in una teca mortuaria e avvilente, dalla quale lascia trasudare solo ciò che lui ritiene essere largamente condivisibile dagli altri.
Tale disturbo della personalità caratterizzato, dunque, dall’evitamento dell’espressione la propria autentica soggettività può, perciò, esitare in attacchi di panico; essi andranno letti e trattati nell’ottica di un prezioso, sia pur terribile, campanello d’allarme che segnala un considerevole e, a volte totale, tradimento di se stessi.

Normopatia sociale

Enrique Guinsberg, psicologo e ricercatore universitario messicano definisce il normopatico come “Colui che accetta passivamente tutto ciò gli viene indicato come buono, giusto e corretto, non incoraggiandosi a mettere in discussione nulla e spesso nemmeno a pensare qualcosa di diverso, ma giudicando criticamente chi, invece, lo fa.”
Questo punto di vista ci permette di evidenziare ulteriomente il ruolo criminale della maggioranza dei mezzi di comunicazione di massa; essi, avvalendosi della loro potenza e onnipresenza e approfittando delle fragilità umane, impongono e propagano, tramite micidiali e addestratissimi untori, le strategie gradite e convenienti a chi li finanzia.
Se ci si pone in quest’ottica, diventa relativamente facile scorgere il lavoro quotidiano e martellante dei mezzi di comunicazione di massa. Essi, attraverso le loro innumerevoli diversificazioni, agiscono costantemente sulle menti dell’intera popolazione e, soprattutto, delle fasce più giovani. Tale lavoro propagandistico, non solo ha lo scopo di convincere della bontà di ogni decisione che vada verso il consolidamento del sistema, ma anche, dell’assenza di qualsiasi alternativa credibile rispetto a ciò che è scellerato e velenoso.
Si entra nel diabolico circolo vizioso della sottomissione a regole sottaciute ma potentissime al punto di far chiudere gli occhi, la mente e l’anima su ciò che appare evidente.
L’unico obiettivo diventa per il normopatico quello di apparire un sempre fedele e servizievole succube per ottenere un, spesso illusorio, miglior posizionamento nello scacchiere sociale. Nella realtà, invece, tutto questo di traduce in un diffuso e intenso malessere collettivo e individuale che rende la persona sempre più fragile e che è fatto passare, dallo stesso sistema che lo ha prodotto, come progresso e progressismo.

La truffa di questi decenni: il disprezzo per il buon senso

La principale e globale truffa, che si attua a tutt’oggi a partire, quanto meno, dagli anni settanta del secolo scorso, è quella di aver creato, dunque, con criminali, ma legalizzati artifici, una normopatia sociale costituita da e apparentata, contigua e sinergica con condizioni deteriori come mediocrità, conformismo, cinismo, convenzionalismo e cialtroneria.
La normopatia sociale, è imposta da forze oligarchiche che fanno del proprio profitto l’unica meschina e criminale ragione di vita. L’obiettivo, perseguito con pervicacia in tutti i campi, è quello di sopraffare e sostituire l’insieme delle caratteriste e capacità naturali dell’individuo e della collettività di operare attraverso un autentico e genuino buon senso. Quel tipo di buon senso che permette di valutare e distinguere il logico dall’illogico, l’opportuno dall’inopportuno, il giusto dall’ingiusto, il sano dall’insano, la luce dalle tenebre, la speranza dalla disperazione, il bene comune dalla macelleria sociale, il vero sapere dalla menzogna.

La dittatura del conformismo

La dittatura del conformismo è imposta non solo utilizzando l’azione continua dei mezzi di comunicazione di massa ma, con apparente paradosso, le sue stesse vittime che agiscono come soldatini ben ammaestrati.
I normopatici del terzo millennio, infatti, sono doppiamente turlupinati dal sistema che impone loro le sotterranee lusinghe di pilotate condotte trasgressive. Esse, da una parte sono funzionali ai progetti di dominio del sistema stesso e dall’altra offrono ai normopatici l’illusione di potersi fregiare di presunte e taroccate originalità, estrosità, disubbidienze e modernità.
Essi, dunque, così dopati non esitano a etichettare i dissenzienti al fine di screditarli e di ridicolizzarli tacciandoli, per esempio, di complottismo e di antiprogressismo.
In conclusione è indispensabile e auspicabile che sempre più persone possano e debbano operare un’osservazione, un ascolto e una messa in discussione di se stessi per evitare il più possibile ogni forma fuorviante di conformismo e di normopatia.
Occorre riaffermare e alimentare qual sano buon senso che ci permetta, a esempio, di avere la massima chiarezza che l’unico vero progresso e progressismo è dato da ciò e da chi concretamente migliora e nutre con continuità un’autentica e serena qualità della vita.
P.S. Aggiungiamo in appendice una canzone e un brano tratto da un romanzo che ben illustrano alcuni degli argomenti trattati nell’articolo.
Il grigiore e l’aspetto grottesco del conformismo è stato ben intuito e descritto in una canzone del grande cantautore Giorgio Gaber, pubblicata nel 2001 e intitolata appunto Il conformista di cui riportiamo il video con il testo.

I processi che portano a subire, a inglobare e agire i condizionamenti delle oligarchie sono oggetto di descrizione in questo brano tratto dal romanzo “Lo strano Natale del dottor Sossi” di Michele Iannelli per le Edizioni Draw Up.

« L’uomo, pur di sopravvivere riesce a inglobare in sé tutto quello che viene rifilato. Alla lunga trasforma ordinario anche l’orrore. È la stessa tecnica manipolazione impiegata grande scala sulla gente attraverso televisione, il cinema e altri mezzi comunicazione.
Dopo qualche anno di martellamento, ti ritrovi a considerare normali cose che immaginavi che non avresti mai accettato, cose che mai pensavi sarebbero potute accadere. Entrano nella tua vita quotidiana concetti, forme di ragionamento, mode e parole che loro vogliono importi. E tu, che ti illudi di essere immune da tutto questo, tu che t’illudi di avere grandi principi morali e un inattaccabile senso di giustizia, ti ritrovi a fare e a pensare automaticamente cose che credevi non ti appartenessero. Ti sorprendi a considerare sfigata una persona perché non segue la moda o non è più giovane o guadagna poco.
Oppure finisci a fare la fila, come un coglione, da qualche parte, perché tuo figlio vuole subito l’ultimo modello di un marchingegno elettronico. Ti rendi conto che stai facendo qualcosa contro i suoi veri interessi e contro la tua coscienza; ma ti senti impotente di fronte a una serie di convinzioni che ti trascinano ad aggiungere anche la tua persona a quel patetico gregge. »

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

NORMOPATIA: UN SOFFOCANTE E VELENOSO GRIGIORE AL SERVIZIO DELLE OLIGARCHIE ultima modifica: 2019-04-09T11:37:32+02:00 da Dott Michele Iannelli
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