Il mal di testa è uno stato di sofferenza sempre più diffuso anche in età infantile. Si stima, infatti, che ne patisca, almeno qualche volta, il 30% dei bambini in età scolare.
Come negli adulti, la cefalea del bambino è multiforme e può essere il frutto amaro di numerosi fattori. Le tipologie di mal di testa maggiormente diffuse nella popolazione pediatrica sono le primarie, come l’emicrania (che interessa soprattutto la prima infanzia) e la cefalea di tipo tensivo (che si manifesta soprattutto negli adolescenti); tra le secondarie hanno rilievo quelle da sinusite.
Il mal di testa nei bambini può avere conseguenze negative notevoli perché è in grado di compromettere la loro qualità della vita; infatti, può causare problemi comportamentali, difficoltà di concentrazione e di apprendimento, agitazione e ansia.
In sia pur rari casi, è il sintomo di gravi patologie.
Il mal di testa nei bambini, dunque, non dovrebbe mai essere sottovalutato e sempre adeguatamente curato. Illustriamo in questo articolo il prezioso ruolo dei così detti “animali da affezione” nella terapia globale della cefalea nell’infanzia.

Che cosa è la “pet therapy”?

Già nel diciottesimo secolo si osservò che se le persone disturbate mentalmente si relazionavano con animali domestici, ciò contribuiva a un miglioramento del loro stato di salute.
Il termine Pet therapy lo si deve allo psichiatra americano Boris Levinson nei primi anni ’60; letteralmente significa “terapia dell’animale da affezione”. Egli, a partire da una fortuita osservazione su un suo piccolo paziente autistico, si dedicò allo studio degli effetti positivi derivanti dalla vicinanza di un animale a una persona.
In Italia i primi convegni sulla Pet therapy avvengono negli anni 80 e da quel momento in poi questa pratica si diffonde e si perfeziona in modo impetuoso nel nostro Paese.
Oggi, infatti, nella nostra nazione, la Pet therapy è stata più correttamente denominata Interventi Assistiti con gli Animali, è inquadrata in un preciso assetto legislativo, le prassi si sono evolute diventando sempre più mirate ed efficaci, i campi e i luoghi di intervento si sono fortemente ampliati. Gli Interventi Assistiti con gli Animali, sono effettuati in ospedali, ambulatori, scuole, centri socio-educativi e riabilitativi, case di riposo, carceri, comunità per tossicodipendenti, ludoteche etc e sono effettuati da equipe composite e molto preparate.

Come funziona la pet therapy?

Negli Interventi Assistiti con gli Animali il fattore fondante che produce effetti terapeutici, preventivi e salutogenetici è dato dalle potenzialità insite nella relazione che si crea tra la persona e l’animale. Essa, infatti, può dar luogo a una sintonia complessa e tenera che attiva l’intelligenza emotiva, facilita la disponibilità a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare e rinnovati interessi.
L’animale può rassicurare e tranquillizzare, grazie alla sua spontaneità affettiva, all’incondizionata generosità e all’incapacità di essere ipocrita; esso è, inoltre, capace di instaurare col paziente un rapporto fisico diretto. I programmi terapeutici che puntano sull’assistenza con gli animali possono perciò essere utili in diverse condizioni di sofferenza: mal di testa, stati ansiosi e depressivi, disturbi del comportamento alimentare, tossico dipendenze, sindrome di Down, autismo etc.

Esperienze di cura con gli animali nella cefalea del bambino

Illustriamo ora i lusinghieri risultati derivanti dall’inserimento nell’assistenza a bambini, sofferenti di cefalea, della Pet therapy ovvero degli Interventi Assistiti con gli Animali.
Di solito, si effettua un ciclo di circa una ventina di incontri di gruppo, distribuiti nell’arco di pochi mesi. Le sessioni avvengono con cadenza settimanale, durano circa un’ora e mezza e prevedono la compartecipazione di animali (cani, gatti, caprette, coniglietti) selezionati anche sulla base dei bisogno dei singoli bambini affetti da mal di testa.
I piccoli pazienti, durante le sessioni, sono assistiti da un gruppo di psicoterapeuti e medici; questi specialisti hanno il delicato compito di valorizzare e indirizzare le modificazione virtuose che si creano nella relazione bambino-animale.
L’aspetto ovviamente più entusiasmante sono i risultati che si ottengono al termine del ciclo degli incontri: una riduzione della metà dell’intensità e frequenza degli attacchi di cefalea alla quale si accompagna il dimezzamento del ricorso alle terapie farmacologiche di sintesi!

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

LA “PET THERAPY” NELLA CURA DELLA CEFALEA DEL BAMBINO ultima modifica: 2019-12-20T11:12:23+01:00 da Dott Michele Iannelli
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