L’uso sconsiderato dei farmaci allopatici conduce in vicolo cieco

Alcune premesse sul mal testa

Il così detto mal di testa è uno stato patologico molto diffuso, spesso gravissimo e caratterizzato da una poderosa complessità e da una realtà estremamente variegata.
Il più delle volte, alle tantissime persone affette da questa gigantesca piaga non sono offerte una giusta e competente dedizione, un adeguato impegno e, soprattutto, un approccio preventivo e curativo di buon senso.
Per comprendere meglio quali sono le principali strade lastricate di stoltezza che conducono al cul de sac della CEFALEA DA FARMACI PER LA CEFALEA è opportuno premettere alcuni concetti essenziali.
In primo luogo, è necessario tener presente che i sintomi e i segni derivanti dalla sofferenza non sono nemici da sopprimere, ma segnali da accogliere, decifrare, comprendere per impostare una cura fisio/logica; soltanto così potranno svanire, più o meno gradualmente, avendo espletato il loro compito e non sussistendo, quindi, più la loro ragione di essere.
Inoltre, è bene precisare che con il termine mal di testa ci si riferisce a un concetto teorico, mentre la persona che soffre di mal di testa è un individuo tangibile e caratterizzato dalla sua unicità.
Ogni persona, in realtà, può soffrire di una o più delle 150 forme di cefalea schematizzate nella Classificazione Internazionale delle Cefalee; inoltre, ognuna di queste persone, ha una costituzione, una storia esistenziale, uno stile di vita, uno stato di salute complessivo e dei meccanismi etiopatogenetici peculiari; da questo si evince che i bisogni terapeutici sono necessariamente e rigorosamente da personalizzare.

I percorsi che portano la persona con il mal di testa a ritrovarsi nel vicolo cieco della cefalea da farmaci

Le premesse del paragrafo precedente permettono di evidenziare e comprendere meglio come si arriva al mal di testa in genere e alla cefalea da farmaci in particolare.
Alla base di tutto vi è la non conoscenza e/o il tradimento di alcuni principi portanti di una Medicina del Buonsenso: l’essere umano considerato nella sua globalità BioPsicoSociale; una visione fondata sulla soggettività e centralità di ogni persona; la salutogenesi che implementa le fonti di “ciò che fa bene” e la prevenzione primaria che provvede a evitare e/o eliminare i fattori che sono causa di malattia; l’educazione sanitaria; un rapporto tra personale assistenziale e paziente caratterizzato da accoglienza, empatia, ascolto attivo e compartecipazione; l’utilizzo di risorse terapeutiche e salutari naturali; il rispetto e la conoscenza delle leggi e della logica che regolano la vita.
In buona sostanza le strade principali che conducono alla cefalea cronica e in particolare alla CEFALEA DA FARMACI PER LA CEFALEA sono: una sottovalutazione del problema, un mancato intervento precoce e fisiologico e un susseguente impiego scriteriato di farmaci di sintesi (da prescrizione medica o, ancora peggio, derivante dalla “pericolosa anarchia” della autoprescrizione); ciò sopprime temporaneamente il dolore, ma, senza curare le vere cause, danneggia, intossica e blocca la funzionalità del paziente determinando una grave iatrogenia.

Inquadramento della cefalea da farmaci per la cefalea

La cefalea da farmaci per il mal di testa è una cefalea cronica. La classificazione internazionale delle cefalee la definisce come tale se si verifica per più di 15 giorni al mese, con un consumo superiore a 15 di antidolorifici/analgesici al mese, in pazienti che abusano regolarmente di farmaci per più di 3 mesi. Il suo sviluppo avviene di solito in persone con emicrania e/o cefalea tensiva e dipende dal tipo di farmaco usato, dalla “anzianità” di uso, dalla dose e dalla frequenza di assunzione.
FARMACI CHE LA PROVOCANO
Tutti i farmaci assunti per trattare o prevenire i sintomi degli attacchi di mal di testa, possono causare questo tipo di cefalea: ergotamina e i suoi derivati, triptani, oppiacei, analgesici, Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei da soli o combinazione tra loro e con altre categorie di farmaci (antidepressivi, ansiolitici, antiemetici etc).
DIPENDENZA
Il dolore e il malessere derivante dalle cefalee croniche è una delle esperienze più devastanti e disperanti che possa vivere un essere umano; ciò è senza dubbio il presupposto per l’abuso dei e la dipendenza dai farmaci. Il farmaco, infatti, può essere vissuto come l’unica possibilità di vivere porzioni di esistenza libere da questa dannazione. Ciò può indurre, in primo luogo, a una prassi che può rappresentare la tappa iniziale di un transito da un’assunzione regolata, al disordine di una somministrazione fai da te. Spesso, uno dei primi segni di questa deriva è l’anticipazione dell’assunzione del farmaco antidolorifico per evitare che un eventuale attacco di mal di testa possa condizionare negativamente un’attività lavorativa o di studio o un qualsiasi altro impegno importante per la persona: “Prendo la pasticca perché non si sa mai”.
In una fase successiva il paziente, nonostante sia messo a conoscenza che la sua cefalea cronica è causata dagli analgesici, continua a ingurgitare i farmaci; questo stadio esita, quasi inevitabilmente, in un girone diabolico in cui si ha un aggravamento della cefalea a causa dei farmaci e lo si affronta aumentando ulteriormente dosaggi e frequenza.
MANIFESTAZIONI SINTOMATICHE
I sintomi sono comuni a quelli di altre forme di cefalee con aggravanti per ciò che riguarda intensità, frequenza, durata e diminuzione (fino ad assenza) dell’effetto analgesico dei farmaci.
Il dolore alla testa può esser acuto e/o pulsante, localizzato in uno o più punti ed è presente già al mattino al risveglio e può comparire durante la notte. Il collo è rigido e dolente. Sussiste un senso di disordine mentale caratterizzato da difficoltà di concentrazione, attenzione e memoria. Il senso di disagio è amplificato ulteriormente da difficoltà nel linguaggio, vertigini, nausea, irritabilità, insicurezza, debolezza, sonnolenza, ipersensibilità a suoni – luce – odori. A questi sintomi possono aggiungersi ansia, sudorazione, somatizzazioni, disturbi del sonno, incubi, depressione e, ovviamente, tutte le manifestazioni relative all’intossicazione generale del corpo.

Trattamento terapeutico

L’intervento terapeutico sulla cefalea indotta da farmaci per la cefalea deve, dunque, mirare a interrompere il seguente terribile circolo vizioso: ogni assunzione di antidolorifico per la cefalea principale, percepita come un’assoluta necessità dal paziente per smettere di soffrire per qualche ora, è, a sua volta, la causa del dolore da cefalea da farmaco.
Per sanare questa terribile situazione occorre assolutamente predisporre e mettere in atto un trattamento personalizzato che produca un resettaggio della persona con la finalità di eliminare questo gravissimo stato patologico.
Si tratta di una procedura impegnativa che ha bisogno di personalizzazione, di vari interventi coordinati e di un continuo monitoraggio; è per questo motivo che si hanno risultati molto più incisivi se avviene in regime di ricovero ospedaliero per almeno una decina di giorni.

I passaggi principali del trattamento:

  • La preliminare e imprescindibile tappa consiste nella sospensione dei farmaci che hanno causato la cefalea secondaria
  • L’astensione dai farmaci può determinare una crisi caratterizzata, nei primi tre giorni, da un corteo sintomatologico capeggiato da mal di testa di forte intensità. I questi primi giorni vengono prescritti, pertanto, farmaci anticefalea (basati su principi d’azione diversi da quelli che hanno causato la cefalea), nonché bassi dosaggi di ansiolitici, diuretici, osmotici e antiemetici a cui si associa un supporto psicologico e una consulenza informativa.
  • Successivamente si procede a una operazione più marcata di detossificazione, idratazione e rigenerazione nutrizionale con disintossicanti, soluzione fisiologica, polivitaminici e sali minerali, epatoprotettori, antiossidanti etc..

Dal trattamento della cefalea da farmaci alle terapie della Medicina del buonsenso

Una volta effettuato il trattamento illustrato, purtroppo, capita, con una certa frequenza, che i pazienti siano indotti da una impostazione medica “ufficiale” a riprendere l’assunzione di farmaci di sintesi; ciò può comportare un ripercorrere una strada che termina di nuovo nel vicolo cieco da cui si era usciti.
E’ opportuno, invece, approfittare dell’uscita dal tunnel per avvalersi di un ottica e un intervento salutogenetico, preventivo e curativo naturale,   coordinato e sinergico di discipline terapeutiche come il Counseling Floriterapeutico, la NeuroRiflessoTerapia personalizzata e altre terapie olistiche associate.
A queste terapie naturali e globali del mal di testa occorre aggiungere alcune importanti indicazioni che riguardano lo stile di vita: per prevenire e curare il mal di testa, infatti, il medico si deve occupare anche della qualità del sonno del paziente, della sua alimentazione, dell’andamento dell’alvo, delle condizioni di lavoro, delle relazioni sociali e familiari, delle sue attività motorie e sportive etc.

N.B. Per usufruire di una spiegazione completa sulla NeuroRiflessoTerapia personalizzata si può consultare il sito www.neuroriflessoterapiaroma.it; per ricevere, inoltre, informazioni direttamente dal Dott. Michele Iannelli e parlare del proprio caso personale si può telefonare al 3386151031; lasciando un messaggio in segreteria telefonica si verrà ricontattati.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

CEFALEA DA FARMACI PER IL MAL DI TESTA ultima modifica: 2021-03-23T11:48:47+01:00 da Dott Michele Iannelli
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