Di recente, si è riacceso il dibattito sulla reintroduzione del servizio di leva obbligatorio.

Ritornare a un servizio di leva obbligatorio e rinnovato potrebbe produrre delle forti e positive ripercussioni sociali, psicologiche e salutistiche.

Esponiamo ora alcuni presupposti a sostegno di questa tesi.

L’essere umano è un sofisticato melange di sfaccettature, aspirazioni e bisogni che riguardano la sua specifica individualità e che si integrano a loro volta con vocazioni di natura sociale. Quindi, se da una parte abbiamo il basico bisogno di sviluppare e nutrire un’identità individuale, dall’altra abbiamo la vivissima esigenza di una socialità vivace, solidale, ricca di valori condivisi che crei un senso di appartenenza. In una canzone Giorgio Gaber dice: La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. Questa frase sintetizza molto bene l’esigenza di ognuno di noi di essere attivi, partecipi e protagonisti nella vita delle nostre comunità.
Un ulteriore bisogno sostanziale dell’individuo e della collettività è la sicurezza. Essa va intesa, in questo contesto, nell’accezione di un bene materiale e morale derivante dalla valida salvaguardia dei patri confini, da una eccellente tutela dell’ordine pubblico e da una Protezione Civile in grado di prevenire e soccorrere con la massima efficacia. Possiamo, inoltre e purtroppo, affermare che oggi una delle questioni che maggiormente affligge l’Italia è l’evidente insicurezza sociale. Si osserva con chiarezza lo straripare di una illegalità che riguarda fenomeni che vanno dalla sopraffazione fine a se stessa alla malavita organizzata; essa scaturisce e trova nutrimento in buona parte dall’evidente deterioramento delle comunità intermedie: la famiglia, la scuola, i luoghi di lavoro e quelli della politica.
È, dunque, ragionevole figurarsi che uno Stato che propugni  realmente  principi sociali e il ben-essere della collettività e che voglia promuovere una vera identità nazionale debba riconoscere a tutti i cittadini il diritto-dovere di partecipare in prima persona alla difesa, al mantenimento dell’ordine pubblico e alla protezione civile delle proprie Comunità; ciò, ovviamente, in un ambito di ripudio della guerra, di una politica di amicizia, collaborazione, scambio, rispetto e solidarietà con gli altri popoli del pianeta.

Il ritorno a un servizio di leva obbligatorio potrebbe essere anche la buona occasione per mutare, per gradi ma radicalmente, l’assetto oggi in vigore. Si potrebbe, pertanto, ipotizzare lo  scioglimento graduale di tutti gli attuali e molteplici corpi delle Forze Armate, dell’Ordine e della Protezione Civile e una loro confluenza in sole tre istituzioni militari:

1) una Guardia Nazionale Repubblicana suddivisa in tre settori comunicanti e sinergici tra loro:

a. Difesa della Patria
b. Ordine pubblico
c. Protezione civile

La si può immaginare come struttura gerarchica e cogestita al tempo stesso, non sindacalizzata, suddivisa in dipartimenti regionali, diretta dai Governatori Regionali, ma coordinata al massimo livello da un Comando Nazionale sottoposto a sua volta alla Presidenza del Consiglio e della Repubblica.

2) Il Corpo delle Polizie Locali con specifiche e territoriali mansioni di ordine pubblico e  di protezione civile, comandato a livello locale dai sindaci, diretto a livello nazionale da una Confederazione Nazionale delle Polizie Locali che ne curi, tra l’altro, il coordinamento e la sinergia con la Guardia Nazionale Repubblicana e che sia anch’essa sottoposta gerarchicamente alla Presidenza del Consiglio e della Repubblica.

3) Il Servizio Sociale Nazionale: corpo disarmato ma anch’esso militarizzato, nel quale far confluire i cittadini riconosciuti come obiettori di coscienza all’uso delle armi, con funzioni di intervento nella protezione civile e in attività socialmente utili: come, per esempio, operazioni tese alla salvaguardia, all’implementazione e ristrutturazione del  nostro immenso patrimonio ambientale, culturale e artistico.
Il personale della Guardia Nazionale Repubblicana, del Corpo delle Polizie Locali e del Servizio Sociale Nazionale potrebbe essere costituito da tre livelli:

1. Professionale: composto da Ufficiali e Sottufficiali di carriera e accessibile sia ai maschi che alle femmine.
2. Leva popolare: obbligatoria, maschile e femminile, (le femmine saranno utilizzate esclusivamente nel Corpo delle Polizie Locali e nel Servizio Sociale Nazionale) della durata di nove mesi.
3. Volontariato: senza limiti di età e di durata, maschile e femminile, composto da cittadini che partecipano volontariamente e gratuitamente alle attività della Guardia Nazionale Repubblicana, delle Polizie Locali e del Servizio Sociale Nazionale in ragione sia delle esigenze di tali organizzazioni sia della professionalità, possibilità, esperienza e vocazione del singolo volontario.

I vantaggi del ripristino e dell’innovazione della leva militare obbligatoria sarebbero vari e sostanziosi:

  • Un beneficio economico derivante da un utilizzo puramente difensivo e da massiccio impiego di personale in attività utili e profittevoli per la comunità nazionale.
  • Il superamento dell’annoso problema della mancanza di coordinamento tra le numerose polizie che agiscono oggi in Italia: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Polizia Locale e Guardia Costiera.
  • Il ripristino delle visite mediche selettive di massa che si sono dimostrate storicamente un importantissimo momento per individuare e/o prevenire patologie a volte anche molto gravi in persone in giovanissima età.
  • L’acquisizione e la pratica di valori e virtù essenziali per un’armoniosa e, quindi, salutare convivenza: la disciplina, il rispetto dell’altro, un contegno garbato, la capacità di collaborare, la facoltà di potersi esprimere pur nel ossequio della gerarchia, la sperimentazione di una comunità di eguali al di là delle diverse provenienze etc.

La partecipazione diretta di tutta la popolazione a un siffatto servizio di leva avrebbe, dunque, ricadute di inestimabile valore evolutivo e salutogenetico in termini di senso di appartenenza, di acquisizione di idealità di tipo comunitario e solidale, di possibilità di accrescimento e diffusione di competenze, conoscenza e cultura nel campo delle scienze sociali, tecniche e umane.

Dott. Michele Iannelli

SERVIZIO DI LEVA OBBLIGATORIA: UN FORMIDABILE FATTORE DI PREVENZIONE E SALUTOGENESI ultima modifica: 2018-08-13T17:55:54+00:00 da Dott Michele Iannelli
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