Un giovane, ma già grande medico, deluso da una medicina “piccola” e meschina

Christian Friedrich Samuel Hahnemann, creatore dell’Omeopatia, nasce il giorno 11 Aprile del 1755 a Meissen, una cittadina a nord di Dresda in Sassonia.
Già da studente, si mette in evidenza in quanto allievo di medici rinomati, studente estremamente diligente e dotato, nonché conoscitore di ben dieci lingue.
Si laurea a 24 anni in Medicina e grazie al suo talento, alla sua volontà perseverante e in quanto poliglotta diventa un sommo competente nell’ambito della farmacologia.
Tuttavia, sono proprio i suoi rigorosissimi studi che lo inducono a un profondo scetticismo nei confronti della medicina ufficiale dell’epoca che viene da lui denominata Allopatia. A suo parere quelle terapie non sono basate su un vero metodo scientifico e, quindi, propongono un guazzabuglio di farmaci in ricette strampalate che risultano, il più delle volte, non solo inefficaci, ma spesso dannose.
La sua crisi è talmente radicale che lo porta a decidere di sospendere l’attività di medico.

Un inevitabile distacco

Il totale distacco e l’evidente disprezzo nei confronti dell’Allopatia traspare dalle sue parole che la definiscono come « Pura dissimulazione dei sintomi, la degradante fabbrica di ricette, un mestiere privo del timore di Dio, così che i veri medici sono inesorabilmente mischiati con una congerie di venditori di una medicina tutta orpelli ed esteriorità. »
Parole che risuonano appassionate, dure, veritiere e, purtroppo, in parte, ancora attuali.

I primi passi verso una nuova medicina

Hahnemann inaugura così una fase difficile, ma entusiasmante, della sua vita; un’era esistenziale che, a partire da riflessioni profonde e motivate, lo porterà alla rifondazione del suo pensiero medico e scientifico, alla ideazione dell’omeopatia e alla ripresa, sulla base dei suoi rivoluzionari convincimenti, di una concreta attività clinica.
I suoi intenti innovativi e umanistici sono testimoniati da un suo articolo in cui si scorgono i primi barlumi di una nuova concezione della prassi terapeutica; in esso viene trattato un argomento molto scabroso: la possibilità di curare i malati di mente senza praticare violenza e coercizione.
Nel 1790 è pubblicata la “Materia Medica” di uno studioso inglese, William Cullen; Hahnemann viene incaricato di tradurla in tedesco.
Il paragrafo sulla cura delle malattie febbrili malariche intermittenti e remittenti lo incuriosisce fortemente: in esso si parla del meccanismo d’azione della corteccia di Cinchona. Questo medicinale (da cui derivò, poi, il rimedio omeopatico “China”) veniva impiegato contro la malaria, che allora era ancora endemica in Europa.

Dalla crisi alla svolta

Leggendo il lavoro di Cullen, Hahnemann ne fu molto colpito e da ciò scaturirono importanti intuizioni.
Decise, pertanto, di condurre uno studio sperimentale innovativo e rigoroso: somministrò il medicinale tratto dalla corteccia della Cinchona prima su se stesso e, poi, su altre persone sane.
Tutte queste persone, compreso lui, furono colte da una sindrome febbrile simile a quella che la stessa Cinchona era in grado di curare.
A partire dalla conferma dei risultati, tramite ulteriori esperimenti e studi di antichi testi medici, nacque il primo germoglio della Legge di Similitudine: “Per poter trattare radicalmente alcune affezioni croniche dobbiamo cercare quei rimedi che normalmente provocano la stessa malattia”. Questa legge “Il simile cura il simile” non solo diede origine al nome Omeopatia (dal greco “omoios”, simile, e “pathos”, sofferenza), ma ne fu anche uno dei fondamenti essenziali.

Dalla svolta alla nascita della Omeopatia

Con questo metodo arrivò a testare ben 103 sostanze che costituirono l’oggetto della pubblicazione della sua prima Materia Medica.
Le concezioni di Hahemann sull’Omeopatia, con passare del tempo e sulla scorta di sempre nuove esperienze concrete e virtuose intuizioni, si perfezionarono sempre più; tant’è vero che il suo libro più dottrinario denominato “Organon dell’Arte medica” fu pubblicato riveduto, corretto in ben 6 edizioni.

Hahemann riprende ad esercitare la professione di medico

Una volta che Hahnemann ritenne di avere consolidato la sua teoria omeopatica decise di riprendere a tutti gli effetti la sua professione. Gli ultimi tre decenni della sua vita, con un notevole crescendo, sono costellati da successi terapeutici, stima e agiatezza economica. Nel 1811 si trasferisce a Lipsia dove diffonde l’omeopatia attraverso lezioni all’Università.
L’ultima parte della sua gloriosa esistenza la vive a Parigi a partire dal 1835 dove acquisisce una notevole fama esercitando l’omeopatia giunta ormai alla sua definitiva maturazione. Muore nel 1843, all’età di 88 anni. E’ sepolto nel cimitero del Père Lachaise accanto ad altre ragguardevoli personalità.

L’eredità culturale di Hahemann

Rimedio omeopaticoL’omeopatia si fonda su tre concetti fondamentali: la similitudine, la diluizione e la dinamizzazione. Essa si può così sintetizzare: quella sostanza che, se è assunta da una persona sana, a dosaggi ponderali (cioè con un peso apprezzabile da una bilancia) provoca in lei una sindrome, cura, invece, se è notevolmente diluita e dinamizzata tramite “succussioni” (scuotimenti), una persona malata che presenta una sindrome simile.
Si può a ragione, postulare che, in mancanza di molecole di principi attivi chimici e/o biochimici, l’effetto sul sistema uomo e sugli altri sistemi viventi dei medicinali omeopatici sia da ascrivere alle informazioni immateriali e “bio-logiche” memorizzate e trasmesse dal solvente acqua.
L’omeopatia nel tempo si è articolata in varie ramificazioni e scuole di pensiero; tra esse si segnala l’Omeopatia Omoltossicologica che fa parte a pieno titolo di una Medicina del Buon Senso e del Counseling Olistico Umanistico.

Dott. Michele Iannelli
Medico psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica, omeopata e floriterapeuta.
Membro della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee.

Via Pozzuoli 7  Studio interno B3 - 00182 ROMA (Metro San Giovanni) Telefono 3386151031 - Email: olopsi@libero.it

OMEOPATIA: HAHNEMANN, IL SUO FONDATORE ultima modifica: 2020-08-11T10:58:43+02:00 da Dott Michele Iannelli
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